Riconoscere lo Stato palestinese

 

«Riconoscere loro tutela la mia gente»

La scrittrice e politica, figlia d Moshe Dayan non ha dubbi: «Solo così si liberano due popoli»

24/9/2011

Una pace fondata sul principio “due popoli, due Stati, non è una gentile concessione ai palestinesi, tanto meno un cedimento a quanti vorrebbero liquidare Israele.

La nascita di uno Stato palestinese è nel nostro interesse.

L’indipendenza parallela dei due popoli, rafforzerebbe alla fine l’uno e l’altro». A sostenerlo è Yael Dayan, scrittrice, più volte parlamentare della sinistra israeliana, figlia dell’eroe nazionale Moshe Dayan.

Lei è tra le personalità del mondo politico e intellettuale israeliano che hanno promosso un appello, seguito da iniziative di piazza, a sostegno di uno Stato palestinese indipendente.

Cosa c’è alla base di questa iniziativa

«La convinzione che la fine totale dell’occupazione è precondizione fondamentale per la liberazione dei due popoli.

Non solo di quello palestinese, ma anche di noi israeliani.

La creazione di uno Stato palestinese è del tutto naturale, essa avrebbe dovuto aver luogo da una sessantina di anni».

Dalla tribuna delle Nazioni Unite, il premier d’Israele, Benjamin Netanyahu ha spiegato perché l’iniziativa del presidente Abu Mazen è un pericolo per Israele…

«Il pericolo per Israele è rappresentato da un governo dominato dai falchi più oltranzisti, il peggiore che lo Stato d’Israele ha conosciuto dai giorni dell’Indipendenza.

Presentare Abu Mazen come un pericoloso estremista è semplicemente ridicolo.

Netanyahu ha avuto tutto il tempo e le possibilità per riaprire il tavolo del negoziato. Non lo ha fatto. E ora parla di provocazione palestinese. La sua è solo propaganda».

Contro la dichiarazione unilaterale dello Stato palestinese si è schierato il presidente Usa, Barack Obama…

«Ho ascoltato con attenzione il suo discorso alle Nazioni Unite. Con l’attenzione e il rispetto che si devono ad un leader che aveva suscitato aspettative e speranze in tutti i popoli del Medio Oriente.

Devo dire che Obama non mi ha convinto, anzi mi ha deluso. Perché la scelta di Abu Mazen è il portato di uno stallo del processo di pace le cui responsabilità sono innanzitutto di chi oggi governa il mio Paese, di chi pensa di poter mantenere lo status quo fondato sull’occupazione dei Territori.

Il presidente Obama dovrebbe chiedersi perché oggi ad applaudire alla sua posizione sia quella destra nazionalista israeliana che lo aveva additato come un nemico solo perché aveva chiesto il blocco degli insediamenti».

La nascita di uno Stato di Palestina per l’Israele del dialogo sarebbe un atto di giustizia o cos’altro ancora?

«Giustizia, certo,ma anche interesse. La nascita di uno Stato palestinese è necessaria per assicurare l’esistenza di Israele, per porre termine all’occupazione e per evitare che gli ebrei non diventino una minoranza in un grande Stato binazionale ».

I palestinesi festeggiano, Israele si blinda… «La destra cavalca la paura e alimental’ostilità verso la realtà checi circonda. Ma non possiamo vivereperennemente in trincea. Lo Statopalestinese non è una minacciaper Israele».

 

Riconoscere lo Stato palestineseultima modifica: 2011-12-23T14:08:00+01:00da reterache
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