Contratto a tempo indeterminato non significa posto fisso

 

Posto fisso

Tremonti ha parlato di “posto fisso” e così facendo ha posto le premesse perché su tale esternazione fosse facile fare il “tiro al piccione”

La locuzione “posto fisso” esprime un’idea di situazione immutabile nel tempo che cozza evidentemente con l’evolversi della società e come tale rappresenta quindi un obiettivo irrealizzabile.

Diversa è la questione se si parla di “contratto di lavoro a tempo indeterminato”.

L’indeterminatezza della durata non preclude la definizione del rapporto in relazione a motivazioni previste nei contratti o nelle leggi.

 

Infatti, si contano a migliaia i lavoratori che nel corso della storia del dopoguerra, in Italia, hanno perduto il loro posto di lavoro per crisi, ristrutturazioni e quant’altro.

 

Nei “contratti di lavoro a tempo determinato”, la perdita del lavoro avviene. nella maggior parte dei casi, per decisione del datore di lavoro, senza cioè una causa oggettiva.

 

E’ quindi irrealizzabile una normativa che preveda la garanzia del posto fisso, ma è perfettamente plausibile, anzi, economicamente vantaggioso, che il rapporto fra lavoratore e azienda sia impostato sulla base di un contratto che preveda una collaborazione nel tempo.

 

Il rapporto a tempo indeterminato nasce dalla fiducia. Ciò implica il riconoscimento della persona e della sua dignità.

Da tale fiducia, in un rapporto che nelle intenzioni nasce stabile, scaturiscono una serie di fattori positivi: l’importanza della formazione, l’interesse del lavoratore al buon andamento dell’azienda in cui lavora (da cui dipende il suo futuro), la comunanza di interessi e valori con i compagni di lavoro, ecc..) .

Spetta alla società far si che la perdita del posto di lavoro non si traduca in una sorta di esclusione dal vivere civile.

E’ la società che, mediante leggi, utilizzo di risorse, strumenti di vario genere, deve consentire alla persona che ha perso il posto di lavoro la possibilità di continuare a svolgere ruoli utili alla società, favorire il rientro nel mondo del lavoro e, nel contempo, garantire risorse, economiche e non, nella misura necessaria a consentire una vita dignitosa.

 

Una politica che, per ragioni elettorali, rinunci a chiedere ai cittadini abbienti di contribuire nella misura adeguata alle necessità, tenendo conto delle disponibilità individuali, rinuncia nello stesso momento a garantire a tutti quella serenità a cui ognuno ha diritto.

 

Tale serenità consente di assumersi oneri e impegni e si traduce in una economia più stabile e ricca.

 

 Scritto in occasione di una intervista a Tremonti che risale al 2009,  nella quale il furbo faceva l’elogio del posto fisso

Scritto da Reterache

 

Contratto a tempo indeterminato non significa posto fissoultima modifica: 2011-12-23T11:38:00+01:00da reterache
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