Un premier allo sbando

 

Un premier allo sbando
connivente e ricattato

È scandaloso che mentre il Paese attraversa la sua più grave crisi economica il premier confidi alle ragazze che gli si concedono di fare il capo del governo “a tempo perso”. E che passi il suo tempo di lavoro con i suoi avvocati per evitare i processi e soffocare le intercettazioni invece di studiarsi i dossier del debito, della disoccupazione, d’una economia che è ormai l’ultimo vagone del traballante treno europeo

di EUGENIO SCALFARI

 

CE LA faremo da soli? Molti ci sperano, magari per scaramanzia. Oppure per quel “dover essere” che implica un richiamo alla coscienza morale, ma è chiaro e l’abbiamo scritto più volte che da questa crisi si può uscire tutti insieme o tutti insieme affonderemo perché l’economia internazionale è a tal punto intrecciata da costruire un unico sistema di forze e di debolezze.

Lo si è visto venerdì scorso, quando cinque Banche centrali – la Fed americana, la Bce europea, la Banca d’Inghilterra, la Banca giapponese e quella svizzera – hanno inondato di liquidità il sistema bancario europeo con prestiti in dollari a tre mesi per cifre illimitate. I mercati hanno respirato, le Borse sono ritornate in positivo, gli “spread” sono diminuiti. La via di salvezza è questa? Stampare moneta per tirare i Paesi fuori dalla recessione che li minaccia, magari a prezzo di scatenare l’inflazione?

No, non è questa la via e le Banche centrali lo sanno bene. L’inflazione a due cifre  –  che avrebbe il pregio di svalutare i debiti sovrani riducendoli a carta straccia  –  è l’imposta più odiosa perché è la più regressiva che possa immaginarsi, colpisce tutti i redditi fissi, stipendi, salari, pensioni, arricchisce i già ricchi e impoverisce i ceti medi. Spezzerebbe definitivamente una coesione sociale già indebolita da crepe profonde.

 

http://www.repubblica.it/politica/2011/09/18/news/berlusconi-21829509/

Un premier allo sbandoultima modifica: 2011-09-23T18:23:52+02:00da reterache
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