Manovra, ridurre i sacrifici vendendo le frequenze digitali

Frequenze digitali

 

Mettere all’asta – e quindi non assegnare gratuitamente – sei nuove frequenze digitali individuate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per recuperare un “tesoretto” di tre-quattro miliardi da stornare alla manovra finanziaria che chiede sacrifici.

 

È questa la proposta dei parlamentari Vincenzo Vita, senatore del Pd,e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. «È molto positivo che la proposta stia riscuotendo consenso affermano Vita e Giulietti

e che si crei un fronte comune per far prevalere finalmente l’interesse generale in un settore dominato da quelli particolari.

 

Il digitale deve ridiventare l’occasione per disegnare un vero pluralismo del sistema. E con le risorse incassate si può eliminare almeno una parte degli odiosi tagli alla cultura e allo stato sociale».

 

«Dall’asta – fa i conti Alberto Losacco del Pd – si potrebbe ricavare un tesoretto compreso tra i tre e i quattro miliardi di euro».

 

Appoggia la proposta Di Pietro: «Le frequenze sono un bene pubblico, in passato troppo spesso regalato o svenduto ad amici e amici degli amici e Berlusconi ne sa qualcosa.

 

Sarebbe uno Scandalo ancorapeggiore oggi,che gli italiani devono dissanguarsi per risanare le casse pubbliche».E consenso arriva pure

da Fli, ma con Briguglio che rilancia sulla privatizzazione della Rai.

Unità  22/8/2011

Manovra, ridurre i sacrifici vendendo le frequenze digitaliultima modifica: 2011-08-24T11:33:48+02:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento