Berlusconi e le tasse

Il suo cuore sanguina

 

 

Il suo cuore perde sangue, ha detto Berlusconi, ma bastava osservarlo mentre profferiva questa frase per riconoscere lo sforzo di proporre la

sua ennesima balla.

 Il sangue lui lo ha fatto uscire dalle vene delle persone oneste che hanno sempre pagato le tasse con tutta una serie di atti politici finalizzati solo al bene suo e dei suoi accoliti.

 

Arnaldo De Ponti

 

Quando ridiventò premier nel 2008 Berlusconi cancellò l’Ici dei ricchi (Prodi si era preoccupato di non farla pagare ai meno abbienti) e le norme volute da Visco per rendere più difficile l’evasione fiscale.

 

Il passo successivo fu lo scudo fiscale che sanava le evasioni precedenti di chi aveva portato illecitamente all’estero i propri soldi.

 

Quelle che nel frattempo sono aumentate irresistibilmente per scelte successive del suo governo sono le tasse di chi le paga. Meno controlli e qualche premio per chi evade, nessuna pietà per chi le tasse le paga è il motto di un uomoche di fondi neri e di pagamenti illegali ha lunga e certificata esperienza e di quello che, essendo stato un suo commercialista, non poteva che diventare ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

Fino al momento fatale in cui la crisi lo ha costretto di nuovo a cercare soldi. Nelle tasche degli altri, ovviamente.

 

In una situazione di emergenza sarebbe stato giusto tassare i patrimoni ma lui, in questo caso, ci avrebbe rimesso. Da qui, credo, le lacrime… di sollievo perché i suoi, di patrimoniale, non hanno parlato e perché di sollievo sono sempre le lacrime dei coccodrilli. Anzi, dei caimani.

 

Luigi Cancrini

Berlusconi e le tasseultima modifica: 2011-08-18T13:45:22+02:00da reterache
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