Abolizione feste civili

Abolizione feste civili

Silvia Ballestra 17/8/2011

 

Accorpare le feste civili (non quelle religiose: sacrilegio!) alla domenica che le segue

 

Tra le trovate della cosiddetta “manovra” che mette le mani nelle tasche degli italiani, pare la più bizantina. Si parla di tre feste: 25 aprile, Primo maggio e 2 giugno.

 

Dalla cui abolizione si ricaverebbe – secondo gli esperti – lo 0,2 per cento di crescita in più. «Fanno così in tutta Europa», ha detto

Tremonti. Strano, a noi non risulta che i francesi festeggino il 14 luglio, che so, il 15, il 16 o il 17.

 

Urge proposta alternativa. Eccola.

 

Nei tre anni di indefessa azione, l’attuale governo Berlusconi, con Tremonti ministro dell’Economia, ha aumentato il debito pubblico di 250 miliardi di euro.

 

Essendo oggi il nostro debito arrivato a quota 1.900 miliardi, si può dire che la banda Berlusconi ha aumentato i nostri debiti di oltre il 13 per cento in solo tre anni. Del resto, perché stupirsi? Tremonti, Brunetta, Sacconi, non erano già consiglieri di Craxi negli anni in cui il debito pubblico italiano esplose a dismisura?

 

Certo che sì, e dunque la banda del buco di oggi è la banda del buco di ieri, con appena qualche variante (non che ci manchi De Michelis, intendiamoci).

 

Ora, nell’ambito diuna seria manovra di pareggio del bilancio e di riduzione progressiva dell’enorme palla al piede che si chiama debito

pubblico, non si potrebbero accorpare Tremonti, Sacconi, Brunetta e altri geni dell’economia a una qualunque domenica? Va bene, se ci tenete fate i ministri, d’accordo, ma solo alla domenica, o il 30 febbraio, o in speciali finestre del calendario in cui si possano limitare i danni. Sarebbe un sacrificio, certo,ma il Paese ne trarrebbe giovamento.

Abolizione feste civiliultima modifica: 2011-08-18T13:49:26+02:00da reterache
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