Manovra boomerang

Gli albergatori: senza feste, il Paese perde 6 miliardi

 

Addio al tutto esaurito dei ponti festivi, occasione di “partenza” per gli italiani in questo periodo di crisi nel quale si rinuncia alle vacanze lunghe. E così la manovra diventa un boomerang

 

ANDREA CARUGATI  14/8/2011

 

Eccola qui la manovra depressiva. Non solo per le tasse e i devastanti tagli al welfare che comprimeranno la domanda interna.

 

L’abolizione delle festività laiche, a partire da 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno, darà un altro formidabile colpo al nostro già sofferente turismo,

 

quello che in teoria potrebbe essere, ancora, uno dei volani della nostra economia.

 

Gli addetti del settore sono sul piede di guerra. Federalberghi parla di un «colpo basso per il turismo » e snocciola numeri inquietanti sulle perdite che, dall’anno prossimo, si abbatteranno su un settore già in crisi: 6 miliardi di incassi in meno è il conto dell’abolizione dei tre ponti di primavera-estate.

 

Due miliardi per ogni ponte. Secondo le stime di Federalberghi, basate sugli ultimi tre anni, 25 aprile e 1 maggio muovono ciascuno 6 milioni di turisti, mentre il 2 giugno, coi primi bagni al mare, arriva a 8,5 milioni.

 

Circa 20 milioni di persone in tutto. Numeri che rischiano di precipitare, se non di sparire del tutto.

 

«Le vacanze brevi durante l’anno sono una grossa fonte di fatturato», spiega Bernabò Bocca, numero uno di Federalberghi.

 

«Storicamente, infatti, i vacanzieri che si muovono per questi ponti restano in Italia». E attacca: «Pur coscienti che bisogna “tirare la cinghia”, prevedere per legge una perdita sicura per l’economia ci sembra come “pagare più la salsa che il pesce».

 

Sulla stessa linea il presidente di Confesercenti Marco Venturi, che parla senza giri di parole di «abolizione» delle festività non religiose.

 

«È evidente che lo spostamento alla domenica significa un’abolizione. Ed è altrettanto chiaro che le persone non vanno in vacanza se non c’è almeno un giorno in più rispetto al fine settimana ».

 

«È un altro colpo al turismo, un grave errore, siamo molto preoccupati », incalza Venturi.

 

«Da parte del governo si continua a pensare che l’Italia, in quanto Belpaese, non abbia bisogno di incentivi al turismo.

 

E così perdiamo anno dopo anno posizioni nel mondo tra i paesi a più elevato afflusso turistico: fino a pochi anni fa eravamo al vertice, ora siamo al 7° posto.

 

Abbiamo posto più volte il problema, ma non ci hanno mai ascoltati. Eppure veniamo da anni di crisi, perché le famiglie, se devono rinunciare a qualcosa, è naturale che facciano a meno di un viaggio».

 

Non è solo una lagnanza di tipo corporativo. Basta guardare ai numeri del turismo di questa estate 2011 per capire che aria tira. Secondo i dati di Fipe- Confcommercio, quest’anno 35 milioni di italiani non hanno fatto e non faranno ferie estive. Ben 2,8 milioni in più dell’anno scorso.

 

Un’estate «orribile », dunque. I dati dell’ultima Pasqua descrivono un quadro analogo. Calo di vacanzieri, che ha colpito persino un settore trendy (e che aveva visto aumenti notevoli negli ultimi anni) come gli agriturismi: -8%secondo i dati di Agriturist. Numeri che avevano spinto le associazioni di categoria a lanciare l’allarme già 4 mesi fa, proccupati proprio dalla carenza di ponti primaverili di quest’anno.

 

Ora arriva il «colpo» della manovra. Con la cancellazione per legge

dei ponti di primavera. E gli operatori del turismo, già fiaccati da questa stagione, vedono nuove nubi all’orizzonte. «L’Italia – accusa il presidente di Federalberghi Bocca – è un Paese che dovrebbe vivere di turismo, molto spesso ciò non viene tenuto in debita considerazione ».

 

Ed è assai paradossale che solo pochi giorni il ministro del Turismo

Michela Vittoria Brambilla abbia varato il Comitato per lo sviluppo delle politiche per l’accoglienza con un apposito decreto. Obiettivo:

creare «opportune sinergie» tra i principali protagonisti della filiera e utilizzare «in maniera efficiente ed innovativa» le risorse disponibili.

 

Il ministro spiegava, in quell’occasione, che «la fase più difficile della crisi è alle nostre spalle». (Reterache:  quanta incoscienza)«Ora è tempo di agire anche sulla qualità, analizzando i punti di forza e i punti di debolezza del nostro sistema, per fondare la ripresa su basi ancora più solide».

 

Parole pronunciate prima che prendesse corpo la manovra bis. E chissà cosa diranno ora, gli imprenditori riuniti nel comitato, all’ottimista ministra dopo l’ulteriore botta da 6 miliardi per decreto..

Manovra boomerangultima modifica: 2011-08-14T12:34:10+02:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento