Draghi boccia Tremonti

IL GOVERNATORE MARIO DRAGHI DICE CHE TREMONTI E BERLUSCONI HANNO SBAGLIATO TUTTO, DISFACENDO COSE BUONE E FACENDOCI PERDERE DIECI ANNI. 

 

Nella sua ultima relazione da governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi (destinato a diventare presidente della Banca centrale europea) ha indicato uno per uno i disastri e gli errori compiuti dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e dal governo Berlusconi, indicando per l’Italia una serie di proposte che vanno spesso nella stessa identica direzione di quelle messe a punto nel suo programma di governo dal Partito Democratico (più vicina alle idee prevalenti in Germania è stata invece la posizione su ruolo e proposte per l’Ue).

Draghi ha voluto ricordare, tra le prime righe del suo intervento, Tommaso Padoa Schioppa. Un ricordo che ha avuto anche il significato di amplificare la bocciatura del metodo dei tagli lineari di spesa da parte di Tremonti:

 

Tommaso Padoa Schioppa  avviò un lavoro di analisi della spesa pubblica voce per voce (spending review), in modo da poter intervenire a ragion veduta. Oggi sarebbe stato davvero utile aver svolto quel lavoro. Tremonti invece chiuse immediatamente quel lavoro ed ha proceduto con l’accetta.

 

Oggi però, ha detto Draghi, l’Italia farebbe meglio ad anticipare subito la manovra correttiva dei conti pubblici prevista per il biennio 2013-2014 (almeno 40 miliardi di euro, con una riduzione di almeno il 5 per cento in termini reali di spesa pubblica ).

 

Draghi è stato nettissimo:

 

“Per ridurre la spesa in modo permanente e credibile non è consigliabile procedere a tagli uniformi in tutte le voci:

 

·         essi impedirebbero di allocare le risorse dove sono più necessarie;

·         sarebbero difficilmente sostenibili nel medio periodo;

·         penalizzerebbero le amministrazioni più virtuose.

 

Una manovra cosiffatta inciderebbe sulla già debole ripresa dell’economia, fino a sottrarle circa due punti di PIL in tre anni”.

 

Insomma, bisogna procedere come aveva detto Tps, non come ha fatto e potrebbe ancora fare Tremonti.

Draghi ha inoltre sottolineato come occorra sostenere la crescita per ottenere equità e risanamento, solidarietà e conti in ordine,

 

indicando una serie di proposte:

·         la riduzione delle aliquote fiscali sui lavoratori e sulle imprese, recuperando risorse con una vera lotta all’evasione fiscale; rendere finalmente efficiente la giustizia civile;

·         riformare in modo efficiente l’istruzione e l’università;

·         aumentare il grado di concorrenza del paese:

 

“La sfida della crescita non può essere affrontata solo dalle imprese e dai lavoratori direttamente esposti alla competizione internazionale, mentre rendite e vantaggi monopolistici in altri settori deprimono l’occupazione e minano la competitività complessiva del Paese”.

·         un programma credibile per le infrastrutture ;

·         riequilibrando la flessibilità nel mercato del lavoro, ora tutta scaricata sulle spalle dei giovani;

·         ammodernare le relazioni sindacali, a cominciare dalla fissazione di regole certe per la rappresentanza sindacale;

·         creando le condizioni per una maggiore occupazione femminile;

·         offrendo a chi perde lavoro e ne cerca attivamente un altro un sostegno sufficiente;

·         ridurre le imposte sulla parte dei profitti delle imprese che può essere ascrivibile all’uso del capitale proprio dell’imprenditore.

 

Indicazione questa che fa giustizia di un altro errore clamoroso compiuto da Tremonti: fu proprio lui ad abolire nel 2001 questa norma introdotta da Vincenzo Visco durante il governo di centrosinistra (Nota di reterache:  ” La norma favoriva l’uso di capitali propri al posto di capitali di prestito” .

Draghi boccia Tremontiultima modifica: 2011-06-01T18:02:19+02:00da reterache
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