La Germania punta sull’auto elettrica

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Benefici fiscali e incentivi: IN BREVE

la Germania non aspetta e punta sull’auto elettrica

 

Merkel mette sul piatto 2 miliardi per promuovere la produzione

e la vendita di auto elettriche.

L’obiettivo è fare della Germania il leader del settore con 1 milione di auto elettriche in circolazione in 10 anni, 6 milioni in 20

 

Se qualcuno aveva pensato che la conversione all’antinuclearismo e

all’ecologismo di Frau Merkel fosse solo un espediente tattico, adottato sulla scia della catastrofe di Fukushima con lo scopo di arginare le perdite di consensi nei test elettorali in calendario quest’anno, dovrà ricredersi.

 

Non solo il governo tedesco sta mettendo a punto un piano di rapida fuoriuscita dal nucleare che verrà approvato prima dell’estate e che prevede la messa fuori servizio di tutti i reattori atomici attivi in Germania entro il 2020.

 

Ma l’esecutivo di centro-destra guidato da Angela Merkel è anche intenzionato a varare consistenti finanziamenti per la somma totale di due miliardi di euro, tra agevolazioni fiscali e incentivi, al fine di promuovere la produzione e la vendita di auto elettriche.

 

L’obiettivo, dichiarato nel rapporto della «Piattaforma nazionale

per la mobilità elettrica», presentato dalla cancelliera, è quello di fare della Germania il Paese leader in quel settore con la previsione di arrivare ad avere in circolazione un milione di auto elettriche nell’arco dei prossimi dieci anni e ulteriori cinque milioni entro il 2030.

 

CENTRO E PERIFERIA

Accanto al governo nazionale anche molte amministrazioni locali si

muovono in questa direzione.

 

A Berlino, per esempio, dove in settembre si voterà per il nuovo borgomastro con la concreta possibilità che un verde prenda il posto del socialdemocratico Klaus Wowereit, si fa molto sul serio per accrescere il parco delle auto non a benzina.

 

In particolare si pensa di incrementare il numero delle colonnine pubbliche per la ricarica elettrica, di incentivare i privati che intendono abbandonare il vecchio motore a scoppio per acquistare una eco-car e di riconvertire all’elettrico buona parte dei mezzi pubblici.

 

«Berlin elektrisiert » suona lo slogan della campagna per diffondere le auto “verdi” nella capitale tedesca: significa letteralmente «Berlino elettrizza», un indovinato gioco di parole che allude alla vitalità e al fascino che la ex città del Muro suscita nei suoi abitanti come nei visitatori.

 

SUPPORTO DALLE IMPRESE ll trend è supportato da molte imprese che concorrono nel disegno di trasformare in tempi rapidi Berlino nella capitale europea dell’auto elettrica.

 

La ditta Vattenfall, colosso svedese dell’energia che controlla l’azienda urbana erogatrice di elettricità, si è impegnata a costruire le nuove colonnine per il pieno.

 

Il gruppo Mercedes-Benz produce qui in un suo stabilimento le propulsioni per la Smart elettrica.

Bmw e Opel stanno negoziando un proprio intervento.

 

E un ruolo importante ha la Technische Universität, uno dei tre atenei berlinesi, che coordina e sviluppa progetti di ricerca legati all’auto pulita.

 

«Nel futuro dovremo essere al vertice del mercato globale dell’auto elettrica» ha dichiarato la cancelliera annunciando quella che può essere considerata una vera e propria rivoluzione,

destinata a cambiare le abitudini e la mentalità degli automobilisti tedeschi.

 

I quali dovranno prima o poi accettare l’idea di abbandonare le loro potenti vetture per mettersi alla guida di auto forse meno veloci, ma sicuramente non inquinanti.

 

Per la Germania l’epoca del post petrolio è già cominciata

La Germania punta sull’auto elettricaultima modifica: 2011-05-20T16:44:00+02:00da reterache
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