Spiagge in concessione

Spiagge in concessione Bruxelles chiede spiegazioni

 

«Molto sorpresa» la Commissione Ue. «Il provvedimento non è conforme con le regole del Mercato unico»: sotto accusa il decreto che prevede la concessione per 90 anni delle spiagge ai privati.

Marco Mongiello   7/5/2011

 

Dare le spiagge italiane in concessione per novant’anni è proibito dalle leggi europee.

 

 

Lo ha affermato ieri la portavoce del commissario Ue al Mercato interno Michel Barnier, criticando la misura prevista dal decreto

sviluppo varato giovedì e aprendo l’ennesimo fronte di scontro con il governo. «Non abbiamo ricevuto nessuna notifica da parte delle autorità italiane», ha detto la portavoce Chantal Hughes,ma«se le notizie riportate sulla stampa si rivelassero corrette saremmo molto sorpresi».

 

Da Roma si attendono chiarimenti. Le regole europee, per garantire prezzi bassi e servizi di qualità, prevedono che i beni pubblici possano essere dati in concessione solo per una «durata limitata adeguata» e dopo una gara aperta alla concorrenza di tutti gli operatori del Continente «con garanzie di imparzialità e trasparenza ».

 

È quanto stabilisce la Direttiva Servizi approvata nel 2006. In Italia invece le spiagge vengono sfruttate dagli stabilimenti balneari privati, che fanno pagare a peso d’oro sdraio e ombrelloni e dopo sei anni ottengono il rinnovo della concessione senza gara pubblica.

 

Per questo a gennaio del 2009 la Commissione europea aveva aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia, inviando una seconda lettera di richiamo il 5 maggio 2010. «Quello che ci preoccupa ha

spiegato la portavoce – è che alla fine dei primi sei anni di concessione ci sia il rinnovo automatico di questo diritto.

 

In questi mesi abbiamo lavorato molto con l’Italia per trovare regole compatibili con il mercato unico europeo».

 

Per questo l’ultima iniziativa del ministro Tremonti ha fatto saltare sulla sedia i responsabili di Bruxelles: invece di mettersi in regola il governo ha previsto di chiudere il mercato per novant’anni. Addio concorrenza e addio prezzi abbordabili e servizi migliori.

 

Una storia già vista con farmacie, taxi, ferrovie, ecc.

 

Nota di Reterache: “E’ incredibile, poiché l’Unione Europea criticava la clausola di rinnovo automatico di sei anni in sei anni perché sottraeva la concessione alla libera concorrenza, hanno pensato bene di eliminare la necessità di rinnovo per 90 anni, cioè di impedire la con concorrenza per 90 anni”

 

Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, hanno già calcolato aumenti del 6% quest’estate per i servizi balneari.

«Abbiamo varato norme di tutela dei nostri territori per evitare che operatori stranieri subentrino a quelli italiani, non è stata una svendita»,

ha rivelato il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, confermando così le accuse della Commissione.

 

Secondo i senatori Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante, si tratta di «una tipica trovata del repertorio pre-elettorale del governo, che se venisse realmente attuata concederebbe una lucrosa rendita di posizione a pochi e darebbe il via libera all’ulteriore cementificazione dei nostri litorali».

 

Se il decreto diventerà legge per il leader dei Verdi Angelo Bonelli,

«sulle spiagge italiane potranno essere realizzati oltre 10 milioni di metri cubi di cemento».

 

L’altolà di Bruxelles arriva inoltre a poche settimane dalle bocciature sull’ annunciata legge anti-scalate, sui permessi temporanei ai tunisini e sul carcere agli immigrati irregolari. «Dall’ Europa arriva l’ennesima bacchettata », ha commentato il capodelegazione Pd all’Europarlamento, David Sassoli, “per settimane il governo ha spiegato che l’Europa era lontana mentre ogni giorno e su ogni misura, dalla direttiva sui rimpatri al decreto-spiagge, si dimostra invece che è il governo ad essere lontano dall’Europa».

Spiagge in concessioneultima modifica: 2011-05-07T13:20:40+02:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento