La rabbia dei Sardi

SE ESPLODE LA RABBIA DEI SARDI

Giovanni Maria Bellu   7/5/2011

 

L’ultima puntata di Anno zero ha fatto esplodere la tragedia del Sulcis e della Sardegna nelle case degli italiani.

 

Si è vista in diretta una rabbia antica: quella che nasce quando un’intera comunità avverte il pericolo di precipitare. L’Italia ha

scoperto che in una parte del suo territorio cittadini perbene – pastori, operai, commercianti, piccoli imprenditori, artigiani – famiglie che hanno conosciuto un relativo benessere e fatto progetti per il futuro – cominciano ad avere il problema del mettere assieme il pranzo con la cena.

 

Ha visto padri di famiglia gridare alla rivolta, evocare il Nord-Africa: la morte dell’industria e, assieme, uno Stato che, davanti ai più deboli, diventa un feroce esattore.

 

Qualche mese fa abbiamo pubblicato su l’Unità una riflessione di Alfredo Reichlin dal titolo “Un’idea di società”.

Reichlin, mutuando una definizione di Paolo Prodi, sottolineava che la civiltà europea ha dominato il mondo grazie al “dualismo” tra politica ed economia.

 

E cioè “per il fatto che il potere politico dettava al mercato quelle regole che lo rendevano, certamente, non il luogo dell’uguaglianza, ma nemmeno della lotta tra belve”.

 

Ecco, la Sardegna – che in passato ha spesso anticipato tendenze politiche nazionali, tanto da essere considerata un “laboratorio” – è oggi il luogo dove le conseguenze della rottura di quel virtuoso “dualismo” rischiano di dar luogo a tragedie.

 

E questo, purtroppo, mentre la Regione è governata da un ceto politico mediocre che ha mostrato di essere subordinato non solo a

“belve” ma anche a vecchie e screditate volpi come Flavio Carboni.

La rabbia dei Sardiultima modifica: 2011-05-07T13:18:42+02:00da reterache
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