Berlusconi, sotto ricatto

Sotto ricatto

 

Luigi Zanda  28/4/2011

 

La condizione più rischiosa per una democrazia è quella di avere un capo del Governo che ha paura e che è ricattabile, potenzialmente o realmente. L’Italia si trova esattamente in questa condizione.

 

Silvio Berlusconi ha paura praticamente di tutto.

Ha paura dei processi che lo riguardano tanto da modificare l’ordinamento pur di salvarsi.

Ha paura delle donne che frequentano le sue residenze tanto da ricoprirle di regali, gioielli e denaro.

Ha paura delle elezioni politiche che fino a pochi mesi fa voleva e che, invece, oggi, teme come la peste.

Ha paura dei referendum tanto che cerca di boicottarli con emendamenti e decreti ad hoc.

Ha paura del Parlamento dove non viene mai, nemmeno se si tratta di discutere di guerra o di pace.

Ha paura di Sarkozy che due giorni fa lo ha messo in riga su tutti i fronti.

H apaura di Gheddafi che si appresta a bombardare ma al quale continua a lanciare messaggi d’amicizia.

Ha paura di Putin con il quale coltiva ambigui rapporti sul gas. Ha paura degli alleati internazionali dell’Italia che blandisce con ogni sorta di cedimenti e concessioni.

Ha paura di Bossi senza il quale il suo governo cadrebbe in un battibaleno.

Ha paura dei Responsabili, di Scilipoti e dei Libdem per i quali si inventa sottosegretariati del tutto inutili.

 

Insomma, Silvio Berlusconi vive alla continua ricerca di compromessi che mettano a tacere le sue paure e il suo palpabile panico per le conseguenze personali della possibile perdita del potere governativo.

 

Silvio Berlusconi parla e agisce come una persona che subisce violentissime pressioni e che vive ossessionata dalla necessità di difendere i suoi interessi privati.

 

Soltanto così è possibile comprendere la totale, improvvisa e imbarazzante subordinazione alle richieste di Sarkozy, le continue giravolte, tra baciamano, “no comment” e bombardamenti, nei confronti di Gheddafi e gli “speciali” rapporti con Vladimir Putin.

 

Se Berlusconi arriva addirittura a sfidare Umberto Bossi, alle cui richieste si è sempre mostrato fin troppo sensibile, vuol dire che deve schivare pericoli per lui potenzialmente gravissimi.

 

Anche nelle relazioni con alleati storici dell’Italia come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna è evidente che Berlusconi si muove in condizione di totale soggezione.

 

Ovviamente un Presidente del Consiglio ossessionato dalle sue paure non può che danneggiare il Paese. La sua ricattabilità personale e politica è diventata infatti un elemento di estrema debolezza per l’Italia che compromette quotidianamente gli interessi nazionali e dei cittadini.

 

P.S. A proposito di Gran Bretagna, forse sarebbe di qualche utilità per il presidente del Consiglio la lettura del rapporto che lord Alfred Thompson Denning scrisse – su incarico delle autorità del suo Paese – in relazione al “caso Profumo”, lo scandalo sessuale che nel 1963 travolse il governo inglese.

 

Non solo scoprirebbe che i suoi guai non sono poi una novità assoluta nelle vicende dell’alta politica, e ciò gli sarebbe di conforto, ma avrebbe alcuni suggerimenti utili, alcuni spunti di riflessione.

«Gli uomini pubblici – scriveva tra l’altro lord Denning – sono più vulnerabili che in passato: ed è quindi più che mai opportuno che non diano causa di scandalo».

Sono trascorsi cinquant’anni, ma queste parole sono più che mai attuali.

Berlusconi, sotto ricattoultima modifica: 2011-04-28T11:29:46+02:00da reterache
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