Nucleare, la centrale del Garigliano uccide ancora

Succede anche qui: Garigliano, Caserta

La centrale sicura è finita sott’acqua

 

L’unità 18/3/2011

Ieri il fiume Garigliano è nuovamente esondato invadendo la centrale nucleare. Il reattore ha

avuto un impatto sulle malattie degli abitanti della zona che nessuno però ha mai voluto certificare ufficialmente

 

Lo ha fatto di nuovo. Ieri il Garigliano ha rotto ancora una volta gli argini. Invadendo la pianura che dolcemente lo accompagna la mare.

 

Coprendo, nuovamente, la centrale nucleare del Garigliano, che gli abitanti della zona chiamano il mostro.

 

Il mostro è una palla bianca unica al mondo. È un reattore che gli americani ci hanno svenduto a metà degli anni ‘60, ma che poi non hanno avuto il coraggio di replicare sul loro territorio.

 

L’Italia la piazzò nel comune di Sessa Aurunca, nell’alto casertano, in un ansa del Garigliano, fiume conosciuto fin dall’antichità per essere mai domo.

 

La centrale è chiusa dal 1983. Ma il suo cuore è sempre pulsante. È chiusa ma il suo carico radioattivo fa sempre paura. Ci sono stoccati oltre duemila metri cubi di rifiuti atomici, messi in sicurezza in 3mila e 400 fusti, e 1200 metri cubi di rifiuti a bassa attività, chiusi in buste di plastica e sepolti attorno alla centrale, come si usava negli anni ’70.

 

La Sogin, la società chiamata a gestire lo smantellamento del vecchio nucleare, sta bonificando quel disgraziato reattore dal 2000. Si sta cercando di mettere in sicurezza l’ufficio turbina dall’amianto e dalla radioattività.

 

Ma il lavoro è ancora lungo. E non l’unico. C’è il camino dei fumi da abbattere,ma soprattutto la vasca di restituzione da smontare.

 

La vasca di restituzione è una sorta di piscina di decantazione che raccoglieva le acque provenienti dai vari cicli della centrale prima che si riversassero nel fiume.

 

È una vera e propria bomba ecologica.

 

Per una ragione semplice. Perché in quella vasca finiva tutta l’acqua radioattiva, a livelli ritenuti accettabili per l’ambiente, ma pur sempre contaminata.

 

Anno dopo anno sul fondo della vasca si sono formati sedimenti radioattivi e pericolosi che il Garigliano ogni anno porta con sé.

Come è successo anche ieri, quando il fiume si è preso di nuovo la sua libertà rompendo gli argini e invadendo l’area della centrale.

 

E portandosi dietro il suo carico di morte e di vittime.

 

Negli anni nessuno ha voluto quantificarle. Non ufficialmente almeno.

 

Ma c’è chi ha sempre lottato per far emergere la verità.

 

Tra i molti l’avvocato Marcantonio Tibaldi. Negli anni ’80 per primo certificò, in maniera statistica, l’impennata dell’incidenza dei tumori e leucemie nell’area del Garigliano, che comprende il basso Lazio con le province di Frosinone e Latina e 1700 chilometri di costa balneabile risalendo dal Volturno al Circeo.

 

Tibaldi scrisse che dal 1972 al 1978 le neoplasie erano del 44% contro una media nazionale del 7% (dati Istat). Tibaldi monitorò anche le malformazioni tra i neonati.

 

Su un totale di 90 casi, 60 si registrarono nelle zone di mare (Formia, Gaeta, Minturno, Mondragone) dove nascevano quasi tutti i bimbi di Sessa Aurunca. Altri4 casi di anencefalia avvennero presso l’ospedale di Minturno.

 

Tutte vittime del mostro? Per Tibaldi il dubbio c’era. Per anni l’avvocato urlò al mondo cercando di farsi sentire.

 

Nessuna istituzione lo ascoltò. Furono pochissimi gli studi fatti. Uno di questi fu redatto dal professor Alfredo Petteruti nei primi anni ‘80 che campionò le malattie degli animali della zona.

 

Il suo testo, La mostruosità nucleare: indagine sulla centrale del Garigliano, certificò l’impennata delle malformazioni tra le mucche olandesi.

 

Neanche questo servì. Tutti chiusero gli occhi. Tutti tranne gli abitanti della piana. Nel paese di San Cosma e Damiano dal 24 febbraio scorso Marcantonio Tibaldi ha la sua piazza.

 

Perché nessuno dimentichi il mostro del Garigliano. E i suoi morti.

Nucleare, la centrale del Garigliano uccide ancoraultima modifica: 2011-03-18T16:46:12+01:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Nucleare, la centrale del Garigliano uccide ancora

Lascia un commento