Riforma giustizia pro Cosa Nostra

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Una riforma da Cosa Nostra

 

Con questa riforma Tangentopoli non ci sarebbe mai stata. Avremmo Craxi ancora al potere. 3200 persone non sarebbero state indagate.

Nessuna ondata di sdegno avrebbe attraversato la Nazione. Il pizzo ai partiti sarebbe diventato un obbligo di stato, regolato per legge. Non sarebbe stato condannato nemmeno Mario Chiesa.

 

VIVIANA VIVARELLI

 

 

 

Luigi Cancrini

Con una brutalità che non è neppure sorprendente, Berlusconi ha chiarito bene il vero scopo della sua riforma epocale.

 

Fosse stata già operante allora, ha detto, quella che si sarebbe evitata in Italia è Tangentopoli.

 

Proponendo l’idea, cara a chi allora truffò lo Stato (e dunque noi tutti), per cui la corruzione dei politici di allora andava tollerata e protetta.

 

A far cadere Craxi e gli uomini del CAF, al tempo, non furono gli errori e i reati da loro commessi, dice Berlusconi,

 

ma quelli che quei reati fecero conoscere a tutti e che

 

d’ora in poi, quando la mia riforma epocale sarà legge, dei reati miei e dei miei politici non si occuperanno più senza essere stati preventivamente autorizzati.

 

Da chi? Dagli stessi politici. Da me, cioè, e dal mio ministro e successore Angelino Alfano. All’interno, il tutto, di un ragionamento sull’abolizione del terzo potere che è quello sognato molto prima del ’94 negli ambienti di Cosa Nostra.

Cosa Nostra è ormai lo Stato, del resto, per il cavaliere che lo cavalca, lo frusta e lo umilia con i suoi comportamenti, privati e pubblici. Finché qualcuno, col voto, non lo fermerà

 

Riforma giustizia pro Cosa Nostraultima modifica: 2011-03-12T12:16:00+01:00da reterache
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