Costituzione,Stato di Diritto e Democrazia

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La difesa della Costituzione è  la condizione per conservare lo Stato di Diritto e la Democrazia

 

Stato di Diritto significa che tutti sono soggetti alla Legge. Le Costituzioni indicano i principi generali a cui le leggi debbono uniformarsi per garantire l’effettiva uguaglianza dei cittadini e i principi democratici.

 

La Democrazia presuppone la divisione dei poteri, in particolare è necessario che la Magistratura sia indipendente dal Potere Esecutivo e da quello Legislativo. Sarebbe infatti impossibile assoggettare alla legge i rappresentanti del Potere Esecutivo e Legislativo ove la Magistratura dipendesse formalmente o di fatto dagli altri Poteri.

 

Per tale motivo l’art. 4 della Costituzione recita.

La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

Attualmente il Potere Legislativo è per molti versi soggetto all’Esecutivo e ciò ha già ridotto fortemente il carattere democratico  dell’Italia. Ciò è il frutto dell’attuale Legge elettorale  approvata a pochi mesi dalle elezioni politiche con i voti della maggioranza parlamentare della Casa delle Libertà (principalmente Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani, Lega Nord), senza il consenso dell’opposizione  il 21/12/2005  

La legge non consente agli elettori di scegliere fra diversi candidati. Ciò significa che sono i capi partito a decidere chi diverrà Deputato o Senatore. Ne consegue che costoro non rappresentano più, come previsto dalla Costituzione, il Popolo Italiano ma dipendono dai loro capi partito.

La questione diviene particolarmente grave laddove il capo partito è in realtà il padrone del partito. Per cui tale soggetto padrone del partito, decide chi sarà parlamentare e ove divenisse, come è successo, Capo dell’Esecutivo, può disporre dei parlamentari secondo la sua volontà, perché la loro rielezione dipende da Lui.

Inoltre, la legge elettorale voluta da Berlusconi prevede per l’elezione dei deputati che il partito o coalizione che prende più voti ha diritto al 55% dei seggi.

Con l’attuale Legge elettorale un partito/coalizione che prendesse in ipotesi anche solo il 30% dei voti espressi, ove nessun altro partito o coalizione prendesse una percentuale maggiore,  avrebbe 347 deputati, mentre gli altri partiti/coalizione con il 70% avrebbero 283 deputati .

Una ipotesi più vicina alla realtà attuale.

Si prevede che alle prossime elezioni si presentino  tre coalizioni e in sondaggi indicano come probabili questi risultati.

A) 41% – B) 39% – C) 20%

A) avrebbe 347 seggi  – B) 187 – C) 96  ( B e C con il 59% dei voti avrebbero in totale 283 seggi).

In sostanza con il 41% dei voti si avrebbe una maggioranza assoluta, con la quale, tra l’altro, sarebbe possibile modificare la Costituzione ed eleggere il Capo dello Stato, senza il concorso dei rappresentanti del 59% del corpo elettorale.

L’attuale maggioranza, maggioranza solo per effetto della legge elettorale voluta da Berlusconi, ha deciso di modificare le norme che riguardano la Magistratura. Diverse di queste modifiche riducono l’autonomia del Potere Giudiziario. In particolare risultano di particolare gravità :

1.      sottrarre la disponibilità della polizia giudiziaria ai Pubblici Ministeri per ricondurla sotto l’egida dell’Esecutivo;

2.      le modifiche alla normativa che attualmente prevede l’obbligatorietà dell’azione penale.

Per quanto concerne il primo punto è evidente che l’azione della Magistratura nei confronti degli appartenenti ai partiti politici al governo potrebbe essere  impedita. Infatti, si prevdeche  la polizia giudiziaria debba informare il Ministro competente, anziché il Magistrato. Il Ministro. da cui la polizia giudiziaria dipenderebbe,  potrebbe intervenire a protezione dei suoi colleghi di partito.

(attualmente gli organi di polizia giudiziaria, che abbiano notizia di reato, debbono comunicare la circostanza al Magistrato, il quale è obbligato a disporre l’indagine e ad aprire un fascicolo)

Si tratterebbe di una protezione “ad personam”, mentre il secondo punto potrebbe rappresentare una protezione “ad reatum” . Si intende, infatti,  stabilire che il Ministro della Giustizia decida ogni anno quali siano i reati da perseguire in via prioritaria.

In sostanza il Potere Politico potrebbe decidere che i reati di corruzione e concussione, tipici della politica, debbano essere perseguiti in subordine rispetto ai reati di immigrazione clandestina, a quelli  vagabondaggio, a quelli di occupazione di suolo pubblico o ancora di occupazione abusiva e via dicendo.

Dobbiamo difendere la Costituzione per poter difendere lo Stato di Diritto e la Democrazia.

Dobbiamo difendere la Scuola Pubblica perché con essa difendiamo il diritto allo studio per tutti, condizione per un’uguaglianza delle possibilità.

Reterache

Costituzione,Stato di Diritto e Democraziaultima modifica: 2011-03-10T18:35:59+01:00da reterache
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