Roma, città solidale

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Roma città policentrica e solidale?

Il Messaggero di Roma 24/2/2011

 

Ho letto questa mattina l’articolo relativo ai lavori sugl Stati Generali della città di Roma, per curiosità mi sono collegata al sito del Comune di Roma e ho visto i progetti inseriti nel “Progetto Millenium 2010-2020 – costruiamo insieme la nuova Capitale”. Ho letto in particolare i progetti per “Roma Città Policentrica e Solidale, il Piano Regolatore Sociale-livelli garantiti di assistenza”.

Mi sono soffermata su questi argomenti perchè sono la mamma di un disabile grave di 24 anni. Mi è sembrato che si parlasse di un’altra città, non di quella che vivo quotidianamente con mio figlio, districandomi di continuo tra gli uffici comunali, AA.SS.LL., uffici regionali per capire quale sarà il futuro di mio figlio.

Sapete qual è il presente? E’ a rischio l’assistenza domiciliare, perchè i Municipi non hanno più soldi. I centri ex articolo 26, cioè quei centri che accolgono i disabili in regime residenziale o semi-residenziale, hanno avuto da parte della Regione un taglio di circa il 12% sulle rette, ormai ferme da diversi anni, e oggi molti istituti stanno chiudendo, con conseguenti dimissioni dei ragazzi e licenziamento del personale.
Vogliamo parlare dei trasporti per disabili?

I centri che hanno pullmini propri, per il trasporto dei ragazzi da casa ai centri e viceversa, sono fermi ad un retta di 9 euro al giorno, mentre le AA.SS.LL. pagano cooperative private anche 30 euro pro die.
L’associazione di cui faccio parte, insieme ad altri genitori di disabili che frequentano l’istituto “L. Vaccari” a Roma, ha chiesto da circa due anni alla Regione l’integrazione della retta di 9 euro, il risultato è l’indifferenza delle istituzioni e, se non intervengono fatti nuovi, verrà sospeso il servizio.

Sapete che cosa è la compartecipazione? E’ quella somma che (secondo delibera regionale dello scorso luglio) dovrebbe essere versata ai centri ex art. 26 da parte del comune o dei familiari (qualora il reddito ISEE annuo sia superiore a 12.000 euro) ad integrazione della spesa socio sanitaria. E’ da settembre che Regione e Comune si rimpallano la questione e i centri non hanno soldi.

Non parlo poi della riabilitazione. Due giorni fa è stata pubblicata la lettera di una mamma sulla chiusura del Santa Lucia. Ai disabili gravi non è più ammessa la riabilitazione perchè intanto a loro serve a poco, non cammineranno mai…, non faranno mai nulla… I nostri figli hanno solo i loro occhi pieni di tenerezza, quella tenerezza che dà la forza a noi genitori di andare avanti e combattere.

Quanti anni dovranno ancora passare per vedere una ROMA CITTA’ POLICENTRICA E SOLIDALE?

Patrizia

Roma, città solidaleultima modifica: 2011-02-24T11:31:26+01:00da reterache
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