Pio albergo Trivuglio,affittopoli

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“Io, scaricato per motivi elettorali
ma fino a ieri tutti mi chiedevano casa”

La vicenda di Affittopoli. L’ex numero uno del Trivulzio, Trabucchi, attacca il sindaco Moratti
e il governatore Formigoni. Ricevevo telefonate da ogni parte, dai politici ai professionisti”

di ORIANA LISO

Professor Emilio Trabucchi, partiamo dagli ultimi giorni di questa vicenda. Esattamente da lunedì scorso, quando lei, da presidente del cda del Trivulzio, va in Comune a consegnare gli elenchi delle proprietà vendute dall’ente. Che succede quel giorno?
“Mentre ero in Comune ricevo una telefonata del sindaco Letizia Moratti. Ci conosciamo da tempo, ho anche partecipato alla sua prima campagna elettorale. Mi dice: “Emilio, dovresti fare un passo indietro e dimetterti”. Sono rimasto esterrefatto, le ho ricordato che non mi aveva mai contestato niente in questi anni. Le ho detto: “Mi chiedi di dimettermi per fare un favore alla tua campagna elettorale? Non lo farò”. Ecco come è andata”.

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Anche il governatore Roberto Formigoni le ha chiesto di dimettersi?
“Alle mie rimostranze su una richiesta che ritenevo ingiusta, Formigoni mi ha detto che avevo ragione, e che dovevo essere io a decidere. Questo, però, prima che le cose precipitassero, martedì mattina. Da quel momento mi sono sentito abbandonato da tutti”.

È importante chiarire una questione: lei è presidente del cda dal 2004, confermato nel 2009 dal sindaco Moratti. In tutti questi anni qualcuno, dal Comune o dalla Regione, ha mai sollevato dubbi sulla gestione della Baggina?
“Assolutamente no. Solo una volta, nel 2008, la commissione regionale di controllo ci ha mosso un rilievo, quando abbiano chiuso il bilancio in passivo di tre milioni e mezzo, perché un rogito è stato fatto in ritardo, una situazione che non si è più ripetuta. Ma né il sindaco né altri mi hanno mai chiesto spiegazioni o mosso critiche. Del resto, se sono stato riconfermato nel mio ruolo un motivo ci sarà”.

La vicepresidente del cda, Francesca Zanconato, parla di “mancanza di trasparenza e gestione personalistica del tema affitti”. Questioni mai affrontate nel cda?
“Sono molto meravigliato dalle parole della vicepresidente: mai, in due anni, ha mosso il benché minimo appunto o chiesto alcuna spiegazione”.

A finire nell’occhio del ciclone sono i criteri di selezione degli aspiranti affittuari, i canoni fuori mercato, i contratti scaduti da anni. Non crede che avrebbe potuto e dovuto gestire meglio questa situazione?
“Io so che quando sono diventato presidente la situazione era già questa. Mi sono reso conto nel 2007 che non ero in grado di gestire un patrimonio così vasto. Abbiamo pensato, sulla scia del Comune di Milano, di affidare la questione a un fondo immobiliare, siamo anche arrivati a commissionare uno studio preliminare. Ma poi nelle riunioni, ogni volta che se ne parlava, l’argomento cadeva nel vuoto”.

Perché a decidere sulle assegnazioni erano solo due persone?
“Io avevo una funzione di supervisione sulle pratiche: quando mi arrivavano i contratti li firmavo, guardando anche i nomi, ma solo dopo che la commissione aveva deciso, e non ho motivi per dubitare della loro correttezza. Avevo preparato una bozza di revisione del regolamento, per allargare il comitato a quattro membri, e per cambiare i criteri di assegnazione. Ormai è tardi, mi rendo conto”.

Molti si scandalizzano per questa storia. Chi paga affitti onerosi e fa fatica a trovare casa giudica vergognosi certi privilegi.
“Forse i criteri andavano rivisti, e avevamo iniziato a lavorarci. Ma sui criteri di assegnazione dico che non abbiamo mai avuto una protesta dagli esclusi né una richiesta di accesso agli atti. Non ho mai pensato ci fosse un problema di scarsa trasparenza”.

Ha mai avuto pressioni o richieste per ottenere un alloggio?
“Telefonate ne ho ricevute da tutte le categorie, dai politici ai professionisti. Ma per me se uno ha bisogno di una casa non sbaglia a chiedere. Assicuro, però, che ho sempre risposto che c’era una procedura da rispettare. E per quanto riguarda le vendite, ci siamo sempre attenuti alle valutazioni dell’Agenzia del territorio”.

Avete dato l’impressione di voler coprire qualcuno o qualcosa.
“Sono ancora convinto che la privacy andasse tutelata, e che ci sia stato un accanimento sproporzionato anche da parte dei media. È diventata una questione politica: siamo in campagna elettorale e sembra che, mandati via noi, tutti possano dire di essere stati bravi. Io ho settant’anni e una onorata carriera alle spalle: non è giusto che vada via con questo marchio addosso”.

Pio albergo Trivuglio,affittopoliultima modifica: 2011-02-24T11:33:11+01:00da reterache
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