Ausmerzen, sterminio dei disabili

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MARCO PAOLINI E L’ORRORE DELLA BRAVA GENTE

 

L’evento Le centinaia di migliaia di disabili e malati di mente uccisi dai medici

e dagli psichiatri del TerzoReich. La banalità del male,le teorie pseudoscientifiche,

le prove tecniche per i lager. Un brano dal monologo «Ausmerzen»

 

Marco Paolini

 

Questi sono gli anni in cui stanno scomparendo i testimoni e abbiamo il dovere di continuare

a raccontare la loro storia, le loro storie. La drammatica vicenda portata in scena mercoledì sera da Marco Paolini a La7 con lo spettacolo «Ausmerzen » è stata resa nota grazie soprattutto al lavoro di medici psichiatri che hanno aperto le cartelle cliniche e gli archivi di luoghi di cura che durante il nazismo divennero luoghi di morte.

«Stermini minori» forse rispetto ai luoghi della tradizionale memoria dell’Olocausto, ma soprattutto stermini per lungo tempo celati e rimossi.

Non sono molti quelli che questa vicenda hanno studiato e divulgato; in Italia oltre alla psichiatria democratica, che vi ha dedicato approfonditi spazi di riflessione,alcuni studiosi appassionati.

Il racconto di Paolini è stato scritto in collaborazione con uno di essi, Giovanni de Martis, e con l’associazione da lui presieduta Olokaustos, e con il fratello Mario Paolini, pedagogista che da anni si occupa di disabilità e formazione di operatori.

È un racconto che vuole accompagnare il pubblico in un dialogo di conoscenza, di domande che si aprono, di dubbi scomodi.

«Nel territorio del Reich, tra il 1939 e il 1945 centinaia di migliaia di persone disabili e malati di mente sono state uccise da medici e persone impiegate in servizi che dovevano essere di cura:

 

chi dice 200.000,  chi di più. Cittadini tedeschi: prima degli ebrei, prima degli zingari, prima degli omosessuali, prima dei comunisti: prima di tutti, furono passati per il camino i propri figli mal riusciti, in un mescolio di ragioni razziali pseudoscientifiche ed economiche, non apertamente dette ma sapientemente indotte per cui ciò che accadde per mano di pochi, accadde sotto gli occhi di tutti.

Questa storia non ha testimoni che l’hanno raccontata. I sommersi e i salvati non hanno avuto parola e per molto tempo non hanno avuto rivolte parole, perché erano «meno», perché alla domanda di Primo Levi «se questo è un uomo» ai protagonisti di questa storia una risposta era stata data molti anni prima, nel 1920, con un libro intitolato Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens

(Il permesso di annientare vite indegne di vita).

È una storia che è stata schiacciata dai grandi numeri. Per anni è stata tenuta nascosta, la sua conoscenza e divulgazione sono state scientemente rimosse.

Da chi? Perché? Come è potuto succedere che medici, infermieri, personale di cura, abbiano compiuto misfatti «di una tale insensibilità, cattiveria e sfrenata brama di uccidere e nello stesso tempo organizzato tutto in modo neutrale e burocratico, 

al punto che nessuno riesce a leggere queste cose senza un profondo senso di vergogna?», si chiede Alexander Mitscherlich in Medicina Disumana.

Come nelle moderne strategie per nascondere i profitti, si creavano comitati e società inesistenti.

 

L’inganno delle parole.

 

Il sistema di sterminio si fondava sulla collaborazione:

·         il dipartimento facilitava la collaborazione dell’amministrazione pubblica, incluso il servizio sanitario,

·         la cancelleria personale del Führer reclutava i medici, le infermiere e il personale per le uccisioni effettive;

·         mentre i burocrati e i medici lavoravano affinché i genitori dessero il loro consenso.

 

Pochi uomini in tutto, in poco tempo, in poche parole.

 

Tra il 1939 e il 1941 sono più di 70.000 le persone disabili e malate di mente uccise e tra loro oltre 5.000 bambini.

 

Nel 1941 il programma ufficialmente cessa, per proseguire in modo meno eclatante ma paradossalmente per noi in modo molto più inquietante, all’interno di molte cliniche e ospedali psichiatrici in tutta la nazione, fino a dopo la fine della guerra

Questa è una storia sulla “banalità del male” che molti hanno sentito, moltissimi ignorano, pochi conoscono ».

Ausmerzen, sterminio dei disabiliultima modifica: 2011-01-28T15:03:00+01:00da reterache
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