Ruby, famiglia cristiana

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Contrattacco che danneggia l’Italia

Famiglia Cristiana 20 /1 /2011

 

Nell’ultimo videomessaggio il Premier ha reagito alle accuse attaccando ancora la Magistratura con veemenza. Un chiarimento avrebbe invece aiutato la stabilità per il bene del Paese.

 

Il Premier Silvio Berlusconi ha deciso di ignorare l’invito del Capo dello Stato di chiarire presto e nelle sedi opportune le accuse formulate dalla magistratura milanese. Lo ha fatto andando al contrattacco contro tutti ed accusando la magistratura con una veemenza raramente vista in passato.

Lo ha fatto in un momento gravissimo per l’economia italiana oggetto di manovre speculative che interessano anche altri Paesi Ue sui quali grava un eccessivo debito pubblico. Un chiarimento immediato avrebbe forse giovato ad una maggiore stabilità di Governo, ottimo argine contro le speculazioni, una moneta che sullo scacchiere internazionale vale molto. Ma così non è stato.

È probabile che questo gesto estremo del Premier sia stato dettato dalla voglia di rompere l’assedio, forte dell’aiuto che il cosiddetto nuovo gruppo parlamentare di “responsabilità Nazionale” gli ha dato assicurandogli ossigeno per i prossimi appuntamenti parlamentari, primo fra tutti la sfiducia al ministro Bondi.

Ma se si mettono tutti insieme gli elementi del puzzle più complicato della storia politica degli ultimi anni, non si riesce ad individuare nel gesto di Berlusconi un’idea che non sia quella della sua difesa personale. Un gesto, che comunque lo si voglia considerare, in questo momento danneggia il Paese.


La Lega di Bossi intanto, al di là delle chiacchere di circostanza, lancia l’ultimo appello: o Federalismo o elezioni

 

Effetto scandalo per le famiglie

Famiglia Cristiana 21/1/2011

 

Nelle parole del cardinale Bertone, Segretario di Stato vaticano, molti avranno letto smarrimento e angoscia per l’effetto che il “caso Ruby” sta producendo tra famiglie e giovani.

 

Fra le molte conseguenze che l’evo berlusconiano ha avuto e continua imperterrito ad avere sulla società italiana c’è senza dubbio la divisione politica nel mondo cattolico, che non era riuscita a nessuno prima del Cavaliere nella storia repubblicana.

 In questi giorni davvero strazianti dello “scandalo Ruby” i giornali sono pieni di echi di quella divisione, riflessi nei commenti e nei relativi titoli su parecchie colonne a proposito di una domanda comune: che cosa dirà la Chiesa? Sul “Fatto quotidiano” c’é stato addirittura un invito al Papa a parlare, di che cosa? ma che diamine, dei festini di Arcore.

Così quando ieri sera i Tg hanno trasmesso le parole del cardinale Bertone, Segretario di Stato vaticano, sul suo volto, mentre scandiva le parole sulla “preoccupazione” della Santa Sede “per queste vicende italiane”, e il monito alle persone che ricoprono pubbliche responsabilità “ad avere e ad assumere l’impegno a una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità”, molti avranno letto smarrimento, e addirittura angoscia per l’effetto che lo scandalo sta producendo fra le famiglie e i giovani.

Qui sta il punto, vero e indiscutibile, di una vicenda che purtroppo i media trasmettono alla società nel segno di una spaventosa corruzione collettiva, dai vertici politici alle periferie urbane.

Proprio mentre la Chiesa annuncia un decennio programmato alla rieducazione cristiana della gioventù, da Arcore, dai suoi sostenitori e dai suoi critici soprattutto in tv, viene un messaggio opposto, di indecente rappresentazione del modo di vivere di tre generazioni, dei nonni, dei padri e dei figli.


E la posta in gioco, politicamente parlando, è di una evidente meschinità: come voteranno i cattolici alle prossime elezioni?

Ruby, famiglia cristianaultima modifica: 2011-01-22T16:29:33+01:00da reterache
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