USA, negazionismo del Tea Party e guerra civile

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«I negazionisti del Tea Party hanno spaccato in due gli Usa»

UMBERTO DE GIOVANNANGELI  10/1/2011

 

«Per loro Giffords è una pericolosa antiamericana come Obama, vero obiettivo della propaganda. Una deriva inquietante percepibile anche in Italia»

 

L’ideologia che ha armato la mano del killer di Tucson è quella che ha animato in questi ultimi due anni l’iniziativa del “Tea Party”.

E’ l’ideologia che non riconosce avversari ma solo nemici. Che considera Barack Obama un “non americano”, un comunista e dunque un nemico degli Stati Uniti che come tale si è legittimati a eliminarlo. Con ogni mezzo.

E questo vale anche per chi, come Gabrielle Giffords, porta avanti con coerenza e coraggio la politica “obamiana”.

Questa è la sua colpa. Per questo andava abbattuta».

A denunciarlo è la politologa Nadia Urbinati. «La politica del “Tea Party sottolinea è pericolosissima perché crea le condizioni, culturali, ideologiche, politiche, che possono condurre l’America verso una guerra civile.

Oggi l’America è fatta di due popoli che non si parlano ».

Ma ciò che sta accadendo negli Usa, secondo Urbinati, non è molto dissimile da ciò che da tempo connota lo scontro politico in Italia: «Quando Berlusconi chiama con disprezzo “comunisti” i giudici, beh, questa è la stessa logica che porta negli Stati Uniti i “negazionisti” a chiamare “comunista” Obama o la Giffords ».

Qual è il segno della strage di Tucson ?

«Il segno è quello di due anni di una propaganda ideologica estremista: quella del “Tea Party”. Un movimento “negazionista” che ha cambiato radicalmente sia il linguaggio che il tenore della partecipazione politica americana; un cambiamento basato in particolare su due elementi…».

Quali?

«Il primo è il “negazionismo”, vale a dire non si riconosce Obama come Presidentedegli Stati Uniti, arrivando fino al punto di mettere in dubbio che sia un cittadino americano.

Dopo la sua ultima vittoria al Congresso, è ricominciata la campagna di attacco sulla identità nazionale di Obama, affermando che il Presidente si era spinto fino a falsificare il suo certificato elettorale. Obama è ritenuto un “non americano” e dunque qualsiasi atto da lui compiuto è ritenuto illegittimo.

E’ il negazionismo della verità.

Negazionismo vuol dire che ogni discorso politico portato avanti dai Democratici viene ritenuto falso. A priori.

Per questa gente non esistono avversari ma solo nemici. Loro pensano di incarnare lo “spirito americano”, di essere legittimati, addirittura da un dettato della Costituzione, ad agire contro coloro che attentano alla sicurezza e all’integrità dell’America…»

E l’altro elemento?

«Da due anni è in atto un progetto sistematico di trasformazione della propaganda in “informazione” e l’informazione in propaganda. Per cui, ad esempio, la riforma sanitaria voluta da Obama viene chiamata “riforma socialista”.

Ai “negazionisti” non interessa entrare nel merito, ciò che la propaganda spacciata per informazione intende fare è demonizzare chi si fa portatore di istanze riformatrici. Il risultato è che oggi l’America è fatta di due popoli che non si parlano, di più, non si riconoscono. E’ una degenerazione che avvicina l’America all’Italia…

In che senso?

«Quando Berlusconi chiama i giudici con disprezzo “comunisti”, beh, questa è la stessa logica che porta in America quelli del “Tea Party” a chiamare comunista Obama o Gabrielle Giffords. La deriva è evidente: non si contestano i singoli provvedimenti, le leggi approvate, per il loro contenuto, ma perché sono espressione di un potere illegittimo, antiamericano, nemico»

Per il killer di Tucson e per quanti lo hanno armato “ideologicamente” cosa rappresenta Gabrielle Giffords?

«È il simbolo della politica di Obama. Un“democratico”come Gabrielle Giffords è per questa gente un nemico degli Stati Uniti. E per questo non solo è necessario, ma è giusto, “lecito” eliminarla.

Se fosse possibile, dall’Arizona passerebbero a colpire alla Casa Bianca: se interpreti Obama come un comunista, quindi antiamericano e quindi tiranno, sei legittimato a eliminarlo.

Guai a liquidare ciò che avvenuto a Tucson come un fatto isolato, parto di una mente malata. La politica del “Tea Party” è pericolosissima perché crea condizioni che rischiano di spingere l’America su un crinale terrificante: quello della guerra civile”.

 

Di fronte a questa sfida mortale, come dovrebbe agire Obama?

La sua capacità di mediazione, il suo pragmatismo, dovrebbero portarlo a cercare di dividere i Repubblicani tradizionali da quanti intendono mettersi alla testa dell’America “negazionista

USA, negazionismo del Tea Party e guerra civileultima modifica: 2011-01-11T15:54:23+01:00da reterache
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