Fiat, delegati Fiom a Camusso

Se sei interessato  a ricevere la selezione “giornaliera”di articoli invia la tua richiesta a “reterache@alice.it”

Siamo lavoratori liberi, non merci Lottiamo insieme»

 

I delegati Fiom di Mirafiori scrivono alla segretaria generale:

«Teniamo aperta la vertenza con il Lingotto comunque vada

la consultazione. Non ci servono escamotage tecnici»

 

27 DELEGATI E ESPERTI FIOM-CGIL – CARROZZERIA DI FIAT MIRAFIORI

 

Cara Susanna, siamo le delegate e i delegati della Fiom-Cgil delle carrozzerie di Mirafiori.

In questi giorni si parla molto del nostro stabilimento, del suo futuro, di come garantire un investimento da un miliardo di euro, e si dà per scontato che le lavoratrici e i lavoratori non possano far altro che accettare l’ultimatum che la Fiat ha già imposto ai sindacati che hanno firmato l’intesa.

Parliamo di ultimatum perché la trattativa non si è mai avviata, e la Fiat non ha mai modificato la sua impostazione fino al testo conclusivo nonostante le proposte alternative che noi, il nostro sindacato, ma anche le altre sigle hanno formulato. Nulla di rilevante è stato recepito.

Noi che siamo operaie e operai di quella fabbrica pensiamo invece che non possiamo cedere a quell’ultimatum, che dobbiamo in tutti i modi provare a riaprire la trattativa perche con l’organizzazione del lavoro che ci propongono si peggiora la nostra condizione e si aumentano i rischi per la salute, impedendo ai lavoratori di difendersi, limitando il diritto

allo sciopero, e trasformando il ruolo e la natura del sindacato di fabbrica che non sarà più determinato dalle lavoratrici e dai lavoratori.

E tutto ciò fuori dal contratto nazionale di lavoro, lasciando ogni lavoratore da solo di fronte all’impresa e costringendolo a mettere il proprio tempo, anche quello dedicato agli affetti e al tempo libero, a disposizione del mercato e della competizione una volta per tutte, senza più contrattazione.

Una trasformazione dell’umanità che lavora in merce.

Ma noi siamo donne e uomini liberi, cittadine e cittadini, non merci! Noi pensiamo che quell’accordo, firmato a fabbrica chiusa e senza rispettare la richiesta dei lavoratori di essere consultati prima di una firma sindacale, vada rigettato e che la consultazione voluta dalla Fiat con la minaccia della chiusura di Mirafiori sia una consultazione non libera, a cui noi lavoratrici e lavoratori della Cgil non ci sottraiamo, perché innanzitutto su di noi ricadono le conseguenze di quell’intesa e perché la consultazione non può essere svalutata, anche quando viene brandita contro le lavoratrici e i lavoratori, visto anche come oggi si svaluta nella nostra fabbrica lo strumento dell’assemblea, che viene considerata dagli altri sindacati un luogo inutile, di confusione da non convocare neanche per illustrare l’intesa.

Ed è per tutto ciò che abbiamo deciso con il nostro sindacato, la Fiom-Cgil, di non firmare ed è sempre per questi motivi che chiediamo al nostro sindacato di tenere aperta la vertenza con la Fiat comunque vada la consultazione di Marchionne: a noi non servono escamotage tecnici.

Perché secondo noi le lavoratrici e i lavoratori da Pomigliano a Mirafiori, sia quelli che hanno potuto o potranno dire di no sia quelli che non hanno potuto o non potranno farlo, hanno diritto al sostegno di tutto il nostro sindacato e alla prosecuzione di una vertenza che riaffermi pienamente i principi e i valori della Costituzione repubblicana e riconquisti per tutti il contratto nazionale, il diritto a scegliersi i propri delegati e il proprio sindacato e a migliorare la propria condizione di vita e di lavoro nella solidarietà confederale.

Non è accettabile che l’unico modo per mantenere o attrarre il lavoro in Italia sia pagato esclusivamente dal lavoro, che già sopporta tutti i costi della crisi,ma soprattutto non è credibile perché il costo del lavoro per unità di prodotto vale in Fiat auto circa l’8%.

Come è possibile che non intervenendo su tutti gli altri fattori economici e strutturali, anche del Paese (qualità, logistica, infrastrutture, tecnologie e innovazione), come ha ricordato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si ottengano i risultati auspicati?

I temi posti oggi a noi sono temi che riguardano tutto il mondo del lavoro e la società perché sono in discussione il valore del lavoro, gli spazi democratici e di coesione sociale, le libertà individuali e collettive, e il futuro oltre la crisi che noi vogliamo immaginare migliore per noi e per quei nostri figli, che in questi mesi hanno riempito le piazze e rianimato la democrazia italiana chiedendo futuro, libertà, cittadinanza e democrazia dalla scuola al lavoro.

Ci piacerebbe nei prossimi giorni incontrarti per dirti che noi vogliamo sentire tutta la Cgil vicina in questo scontro, che noi non abbiamo né voluto né cercato.

Noi stiamo facendo la nostra parte per noi, le nostre famiglie, le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori: facciamolo insieme.

Un abbraccio fraterno

Fiat, delegati Fiom a Camussoultima modifica: 2011-01-10T08:58:43+01:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento