Prestigiacomo lascia il partito

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Prestigiacomo sfiduciata dal Pdl
“Me ne vado, ma resto ministro”

La Repubblica 22/12/2010

La responsabile dell’Ambiente sconfessata dal suo stesso gruppo a Montecitorio annuncia in lacrime il passaggio al gruppo Misto: “Ne parlerò con Berlusconi”. Decisivo l’apporto dell’ex Fli Moffa. Le opposizioni: “Maggioranza allo sbando”

Nella maggioranza appena uscita per il rotto della cuffia dalla prova di forza con Fli sulla sfiducia scoppia ora la grana Prestigiacomo. Al culmine di una lunga serie di dissapori e veri e propri incidenti di percorso con vari colleghi del centrodestra e del governo il ministro dell’Ambiente ha annunciato la sua uscita dal Pdl. Visibilmente scossa, praticamente in lacrime, la Prestigiacomo parlando con i cronisti in Transatlantico ha spiegato: “Non mi riconosco più nel Pdl, pertanto resterò al governo, ma mi dimetto dal gruppo e mi iscriverò al Misto”. “Parlerò direttamente a Berlusconi” della vicenda, ha poi aggiunto.

A far traboccare il vaso è stato l’episodio avvenuto oggi a Montecitorio quando il ministro dell’Ambiente ha votato diversamente dalla maggioranza, e non per errore. Il pronuciamento riguardava la proposta di sospendere l’esame del testo sulla libera imprenditorialità ed il sostegno del reddito avanzata dal Pd. Un’ipotesi che aveva trovato il parere favorevole della Prestigiacomo in quanto il testo contiene  “disposizioni in materia ambientale”. In particolare, l’articolo in via transitoria, esonera le imprese costituite da disoccupati e cassintegrati dagli obblighi previsti in materia di comunicazione e catasto dei rifiuti, di registro di carico e scarico dei rifiuti e di iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali. Il ministro ha quindi votato con l’opposizione a favore della sospensione, ma la proposta è stata bociata per tre voti

di scarto. Dopo il voto, visibilmente contrariata, il ministro ha preso le sue carte e ha lasciato di corsa l’Aula, mentre dai banchi del Pdl sono arrivate urla “dimissioni, dimissioni”. “Resto ministro finché Berlusconi lo riterrà”, ha aggiunto. “Il rinvio – ha precisato ancora – doveva essere l’unica cosa saggia da fare per approfondire il tutto e verificarlo. Prendo atto che il capogruppo (Cicchitto, ndr) non ha voluto questo, ha voluto esporre il governo a questo tipo di votazione”.

”Sono assai spiacente per ciò che ha dichiarato il ministro Prestigiacomo – stata la replica di Cicchitto – ma ho il dovere in primo luogo di ascoltare i parlamentari del gruppo che hanno lavorato per lungo tempo a questo provvedimento senza che fosse venuta nessuna indicazione diversa da parte del ministro. Su questo provvedimento, che va incontro alle esigenze delle piccole imprese, si è registrato un largo schieramento favorevole che è andato al di là della maggioranza avendo avuto il consenso dell’Udc e del Fli”.

Quella di oggi più che una sorpresa è però una resa dei conti. Feroci polemiche tra il ministro e il Pdl si erano ripetute sempre più spesso negli ultimi giorni, anche con colpi proibiti. Qualche settimana fa ad esempio con i voti della stessa maggioranza Camera e Senato avevano bocciato la candidatura del capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente 1a membro dell’agenzia sulla sicurezza nucleare. Per tutta risposta il ministro aveva votato qualche giorno dopo con le opposizioni sul decreto rifiuti. Altri provvedimenti su cui il ministro è entrato in rotta di collisione con il suo stesso partito sono stati poi lo smembramento del (ex) Parco nazionale dello Stelvio  2 varato proprio oggi dal Consiglio dei ministri e la possibile proroga alla diffusione dei sacchetti di plastica 3per la spesa.

Ora la rottura tra la Prestigiacomo e Pdl, posto che non rientri grazie alla mediazione del premier, torna ad agitare le acque nelle già provata maggioranza. Un contributo decisivo alla sconfitta del ministro è arrivato infatti dal un “neoacquisto”, l’ex Fli Silvano Moffa. Le opposizioni hanno avuto quindi gioco facile nel puntare il dito contro il caos che regna tra il Pdl e i suoi cespugli.  “La situazione è questa: è evidente che anche il centrodestra non crede a quel che dice cioè che il Paese è governabile e che possono garantire la stabilità. Ogni giorno si testimonia un altro film, dal 14 dicembre è successo qualcosa e aver salvato la pelle non vuol dire aver salvato la prospettiva”, avverte il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.

“Prima salviamo il ministro Calderoli con un voto di astensione responsabile; poi la maggioranza vota contro il parere del ministro Prestigiacomo, sfiduciandola politicamente. Non sappiamo più cosa fare” ironizza il deputato Udc Luca Volontè. “Il teatrino messo in scena in Aula pochi minuti fa supera ogni limite di demenzialità e spiega bene come si sia potuti arrivare ad una situazione politica come quella in cui ci troviamo: Moffa, Pdl, ex finiano, che sfiducia il ministro Prestigiacomo era già uno spettacolo, completato poi dal salvataggio della ministra ad opera di Fli” commenta il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi.

Si sforza invece di minimizzare il presidente del Senato Renato Schifani, anche lui siciliano come la Presitiacomo. “Non conosco il merito della vicenda e pertanto non posso dire molto – commenta – Evidentemente si tratterà di un’incomprensione personale tra il ministro ed il capogruppo Cicchitto, non credo proprio che Miccichè c’entri qualcosa in questa vicenda”.

Prestigiacomo lascia il partitoultima modifica: 2010-12-22T17:58:00+01:00da reterache
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