La contropartita

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Il governo paga il conto: milioni in Tirolo, e forse anche lo Stelvio

 

Berlusconi e Fitto dedicano attenzione alle autonomie locali. La Svp il 14 si è astenuta sul voto

di fiducia.

Insoddisfatto il valdostano Nicco che invece votò la sfiducia: “Tagliate delle risorse”

 

Assente Berlusconi impegnato a disquisire di scoiattoli e delle «tre grazie» a Bruxelles.

Assente, nonostante i buoni propositi, la riforma della giustizia troppo dirompente in tempi incerti di transumanza.

Assente, ormai cronica, la politica nazionale prigioniera di veti incrociati, defezioni strategiche, trattative sottotraccia.

Di fronte a queste difficoltà il consiglio dei ministri di ieri mattina non si è arreso: si è occupato – oltre che dell’immancabile grappolo di nomine – dell’accordo di cooperazione culturale e scientifica

con Panama, dell’orario di lavoro dei ferrovieri transfrontalieri, dei requisiti per le analisi di laboratorio fitosanitarie, della commercializzazione dei prodotti sementieri, della bonifica delle acque di certuni comuni laziali troppo dense di insalubre arsenico, del superamento del «dissenso in

merito alla realizzazione di un impianto fotovoltaico “Colle Pitocco” in Carpinone Pesche».

 

Ma non c’è niente da ridere. Palazzo Chigi si è dedicato a spron battuto anche di un altro tema, ignoto alla maggior parte degli italiani ma molto caro a una piccola parte dotata di fondamentale rappresentanza in Parlamento.

Buone notizie per il Sud Tirolo: arrivano norme più stringenti sul bilinguismo tra le forze dell’ordine e soldi. Per l’esattezza 150 milioni di euro all’anno per un quinquennio.

Più un segnale di incoraggiamento sulla gestione del parco dello Stelvio, che l’Alto Adige vorrebbe

gli fosse assegnata.

La promessa presidenziale di interessamento per le autonomie locali è stata mantenuta: appena tre giorni dopo aver incassato l’astensione dei due deputati della Svp alla Camera, Siegfried Brugger e

Karl Zeller, e dei tre senatori, Thaler, Pinzger e Peterlini.

Grazie all’impegno del ministro Fitto dal Consiglio dei Ministri sono usciti un decreto attuativo dello statuto speciale che stabilisce una riserva di posti per i candidati in possesso di attestato di bilinguismo e l’esclusione dall’obbligo di aver prestato il servizio militare nel reclutamento delle forze dell’ordine.

Sul piano finanziario, il C.d.M. ha sbloccato la quota nazionale che spetta alle province autonome di

Trento e Bolzano per gli anni 200-2005: circa750milioni di arretrati che l’esecutivo si è impegnato

a saldare.

La Svp smentisce sdegnata che si tratti di «contropartita» poiché loro «restano sempre fuori dai blocchi ».

Ma il giornale sudtirolese Dolomiten scriveva già mercoledì: «Dopo l’astensione i parlamentari si incontreranno con Fitto.

Zeller si dice fiducioso che al prossimo   C.d.M. passino nuove norme che amplino l’autonomia alto-atesina».

 Del resto, commentano i due deputati, con realismo, «il nostro compito a Roma è difendere gli interessi del gruppo linguistico tedesco e ladino in Alto Adige, con ogni governo.

E fiore dopo fiore abbiamo portato a casa un bel mazzo».

Palazzo Chigi ha approvato anche una revisione dell’ordinamento finanziario della Val d’Aosta. Ma il deputato valdostano Nicco, che ha votato la sfiducia, è insoddisfatto: lamenta un «taglio di risorse».

Il capitolo più spinoso però sarà quello, appena «avviato» (alla presenza del presidente della regione Trentino Alto Adige Durnwalder) sul parco nazionale dello Stelvio.

Si tratta di delimitare le «funzioni esercitate» dalle province di Trento e Bolzano.

La Svp vorrebbe ampliarle, trasferendo gran parte delle competenze alle province a statuto

speciale e sottraendole allo Stato.

Sono contrari il Pde tutte le associazioni ambientaliste – Legambiente, Fai, Wwf, Lipu, Federparchi, Cipra Italia, Cipra Südtirol e Federazione protezionisti sudtirolesi – perché temono la rottura dell’unità del “sistema parchi” e, più concretamente, la costruzione di impianti sciistici e strade o la concessione di permessi di caccia.

Brugger ribatte: «Non è una cessione e il governo risparmierà 7 milioni».

La decisione finale è stata rinviata di una settimana. Ma presto i nodi verranno al pettine.

 

A Bruxelles Berlusconi è di buon umore. Assicura che non cadrà prematuramente grazie al soccorso di altri otto deputati top secret, giura che non ci sarà un predellino bis perché non ha più l’età, insiste sui cinque punti e le riforme istituzionali, persegue con tenacia l’unità dei moderati persino con quei «disfattori » (dubbio: voleva dire «malfattori » o «disfattisti»? Saperlo).

Naturalmente: «Nessun calciomercato, solo discorsi di buonsenso».

L’Udc? «Ha perso una grande occasione ». L’opposizione? «Sorda». Il terzo polo? «Non ha i voti».

Il premier si dedica infine ai regali di Natale per i nipotini. Ignaro che un esperimento di comunicazione diretta con i cittadini a palazzo Justus Lipsius è stato interrotto per non causargli dispiaceri.

Prima dell’inizio dei lavori del vertice europeo, in sala stampa era stato acceso un computer con Twitter. Molti messaggi però, in assenza di un moderatore, erano di insulti a Berlusconi, e prontamente i megaschermi sono stati oscurati.

Tweet «molto espliciti» li definisce con imbarazzo la responsabile dell’esperimento Dana Manescu.

Rammaricata perché, per il resto, si discutevano «costruttivamente i temi del vertice

La contropartitaultima modifica: 2010-12-19T15:25:05+01:00da reterache
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