Ingiustizia sociale e sviluppo

Se sei interessato  a ricevere la selezione “giornaliera”di articoli invia la tua richiesta a “reterache@alice.it”

 

Un’ingiustizia sociale che pregiudica lo sviluppo del Paese

 

L’economista dell’ Università Cattolica sostiene che «purtroppo ci è toccata la destra peggiore» che impoverisce le famiglie e frena le imprese

Intervista a Giacomo Vaciago

 

Gli studenti vanno in piazza e hanno ragione.

La necessità dei tagli ai servizi pubblici si può anche capire, ma che siano lineari, e quindi frutto di una politica casuale, è invece incomprensibile.

Anche in Inghilterra tagliano, così come in Francia e in Germania, tutti paesi governati, come il nostro, dalla destra: perché a noi doveva toccare la destra peggiore?».

Il giorno dopo la fiducia incassata, a sconfessare il governo Berlusconi sono gli ultimi dati Ocse, quelli che parlano di una pressione fiscale in aumento nel 2009 rispetto al 2008, nonostante le reiterate promesse di riduzione.

Adesso quanto a volume di tasse da pagare siamo al terzo posto tra i paesi avanzati, dopo Danimarca e Svezia che in compenso, come offerta di servizi, ci distanziano da sempre anni luce. Così la pensa anche Giacomo Vaciago, direttore dell’Istituto di economia e finanza all’Università Cattolica di Milano:

«Il problema delle tasse è chi le paga, e che cosa riceve in cambio».

In Italia pagano sempre i soliti noti. «In Italia la storia non cambia mai: alcuni pagano troppo, altri troppo poco o niente del tutto, e in cambio i servizi non offrono, è un eufemismo, una qualità eccelsa.

Non si tratta solo di un’enorme ingiustizia sociale: il fatto è che finiamo anche per non attirare alcun tipo di investimento dall’estero, a parte quelli che vanno a ingrassare l’economia sommersa.

Arriva solo l’economia nera, che entra per strade traverse, certo non quella in chiaro, definita dagli

accordi tra governi. Il principale nodo politico delle democrazie moderne è sempre lo stesso: tassare i cittadini in cambio di servizi pubblici, che si presumono sufficienti ed efficienti ».

Ma da noi è il contrario: più tasse, meno servizi, visto che sono stati oggetto di consistenti tagli.

«Il problema di tagliare i servizi è comune, la necessità c’è, il punto è come farlo: un conto è scegliere, un altro procedere con riduzioni lineari, frutto di una politica casuale.

Del resto, anche il voto di fiducia al governo è stato del tutto casuale, un prodotto della sorte che non ha a che fare con ragionamenti politici, ma con personalismi e questioni contingenti che avrebbero benissimo potuto dare il risultato opposto».

Della promessa di ridurre le tasse Berlusconi ha fatto uno dei cardini della sua campagna elettorale. «Promesse elettorali, appunto.

Un governo di destra come quello tedesco ha aumentato l’Iva e ridotto le tasse sulle imprese, ma la nostra destra è peggiore e non è in grado di fare nemmeno questo».

Però la situazione economica necessiterebbe di un governo forte, capace di scelte e decisioni. «Ma non è così.

Non drammatizziamo, non credo a un precipitare della situazione: la nostra sarà una lenta decadenza da mancata crescita, durante la quale ci mangeremo le grandi ricchezze che abbiamo.

L’Ocse ci spiega quello che già sappiamo: è calato il reddito più della pressione fiscale, siamo più poveri».

Soprattutto, i figli di oggi saranno più poveri dei loro genitori. Tra l’altro, i dati sull’occupazione giovanile dell’Ocse sono preoccupanti, nel 2009 solo 1 ragazzo su 5 risultava occupato.

«Dati drammatici, direi. Abbiamo protetto i vecchi, non per decisione politica,

ma perché a questo tendono il nostro welfare, la mancanza di meritocrazia, le tutele che ai precari non si applicano.

In questa società immobile i cognomi sono tornati ad essere importanti: tra gli anni ‘50 e ‘70 chi nasceva povero poteva sperare di diventare ricco, che poi è il grande sogno del capitalismo. Adesso è il contrario. E i giovani migliori vanno all’estero, e finiscono per non tornare più.

Anche questa è una tassa per il Paese

Ingiustizia sociale e sviluppoultima modifica: 2010-12-19T15:18:51+01:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento