Retroattività? Un insulto alla Costituzione

MASSIMO MARNETTO

Un insulto alla Costituzione

 

La retroattività del Lodo Alfano, anche per i reati commessi prima di ricoprire un’alta carica dello Stato, vuol dire che la carriera politica potrà salvare un delinquente dalla legge. La Corte dei Conti denuncia che la corruzione dilaga e il governo s’inventa l’ «immunità a punti» basata sulle promozioni politiche.

 

Luigi Cancrini

Il modo in cui la carriera politica protegge chi ha commesso o commette reati è già sufficientemente pesante da non meritare questo ulteriore insulto alla Costituzione di cui si intende modificare lo spirito («la legge uguale per tutti») prima e più che la lettera. Ove mai a carico di un presidente «eletto» venissero formulate accuse di connivenze mafiose o di veri e propri atti di criminalità mafiosa che potrebbero anche averlo aiutato ad essere eletto cosa accadrebbe del nostro ordinamento?

 

Chi potrebbe garantire che egli, con il potere che ha, non continuerebbe a favorire gli interessi criminali che lo avrebbero così favorito?

 

L’idea in cui tutti abbiamo creduto quando in Italia c’era davvero la democrazia è quella opposta perché la trasparenza richiesta ai politici e agli amministratori doveva renderli più e nonmeno controllati del cittadino normale.

 

La guerra ai magistrati indipendenti, del resto, è stata da sempre la guerra degli aspiranti dittatori, da Hitler a Stalin e ricordarlo è importante ora, di fronte al nuovo lodo Alfano: in dittatura a pretendere l’immunità è sempre una sola persona.

Retroattività? Un insulto alla Costituzioneultima modifica: 2010-10-25T15:52:52+02:00da reterache
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