Tracciabilità, Berlusconi non la vuole

Serve la tracciabilità  contro il potere mafioso

 

ALBERTO CISTERNA*

 

 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7956&ID_sezione=&sezione=

 

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Tra le nuove misure una più d’ogni altra è capace di mettere in crisi il controllo mafioso sugli appalti pubblici ed è la tracciabilità finanziaria. Prevede che tutti i pagamenti e gli incassi che si riferiscono a contratti pubblici (appalti, commesse etc.) quando superano i 500 euro vengano contrassegnati da un codice e vengano eseguiti con l’utilizzo esclusivo di conti correnti appositamente aperti (i cosiddetti c/c dedicati).
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Nessun altro passaggio di danaro sarà legittimo, consentito o riconosciuto. Un vantaggio straordinario per gli investigatori e gli uomini di Tremonti.

 

La tracciabilità non è una novità assoluta in Italia. Nel 2009 il Parlamento l’aveva imposta per i lavori dell’emergenza e della ricostruzione in Abruzzo;

 

 

tuttavia, ne era stata condizionata l’operatività a un decreto della presidenza del Consiglio che non è stato emesso benché siano trascorsi quasi 18 mesi e la fase dell’emergenza si sia chiusa da un pezzo.

 

 

 

In questi giorni Palazzo Chigi starebbe predisponendo un decreto legge da sottoporre al Quirinale con il quale rinviare l’effettiva entrata in vigore della tracciabilità ad un futuro decreto della presidenza del Consiglio, come per l’Abruzzo per intenderci.

 

Passerebbero mesi, anni forse e a trarne vantaggio sarebbe solo chi saccheggia le risorse pubbliche in favore delle mafie e delle cricche                                     .

*Magistrato Direzione Nazionale Antimafia

Tracciabilità, Berlusconi non la vuoleultima modifica: 2010-10-15T19:41:17+02:00da reterache
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