Globalizzazione, come sottrarsi al ricatto

Come sottrarsi al ricatto ? –  Fronte comune per fare cosa ?

 

La “sovranità della globalizzazione” si basa sulle differenze sociali ed economiche esistenti fra le diverse aree del pianeta.

 

In genere in natura le differenze tendono ad innescare meccanismi di equilibrio: il vento è frutto di diversa temperatura, il calore tende a spostarsi dal corpo più caldo a quello più freddo, ecc.

 

Anche i fenomeni di immigrazione sono frutto delle disuguglianze di condizione.

 

Certi fenomeni non possono, se non parzialmente e per periodi limitati, essereevitati.

 

Posto che un certo equilibrio deve essere perseguito, si tratta

·        da una parte di rendere il fenomeno graduale per evitare sconvolgimenti improvvisi e dannosi;

·        dall’altra di indirizzare l’equilibrio nella direzione che favorisce il progresso anziché la regressione.

 

Nella fattispecie, si tratta di favorire il miglioramento delle condizioni di vita di coloro che vivono nei paesi meno evoluti, a cominciare dai lavoratori.

 

E’ storicamente dimostrato che il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori si accompagna al miglioramentio di vita dell’insieme della collettività e viceversa.

 

Ancora una volta si tratta di condizionare gli “spiriti animali”  i fondamentalisti del libero mercato, per lo più falsi profeti che sfruttano l’ignoranza dei più per i loro volgari interessi, per ricondurre l’attività economica nell’alveo di un sistema di regole,a cominciare da quelle che garantiscono  una vera concorrenza basata sulla capacità, sull’innovazione, sull’efficienza e non sullo sfruttamento senza regole.

 

Parafrasando il detto evangelico “ La Legge è per l’Uomo e non l’Uomo per la Legge”, potremmo dire che “la Concorrenza è per l’Uomo e non  l’Uomo per la Concorrenza”

 

Non c’è vera concorrenza se in uno Stato la produzione è vincolata a regole di tutela delle condizioni dei lavoratori e in altri no ( così detto “dumping sociale”).

 

Al di là della valutazione in merito alla  liceità delle pratiche di dumping  sociale ( e di quelle fiscali),  tale differenza, se non regolata,  innesca il meccanismo di allineamento verso il basso, cioè di distruzione dei diritti dei lavoratori e in prospettiva di medio periodo di sconvolgimenti economici e sociali.

 

E’ necessario stabilire, a livello internazionale,  regole di progressivo adeguamento degli standard minimi di tutela dei lavoratori, sulla falsariga di quelli esistenti nei paesi Europei.

 

E’ chiaro che i singoli Stati non possono far nulla contro la “Globalizzazione Selvaggia” perché gli attori di quest’ultima, così come avviene per i grandi capitali, si sottraggono alle normative statali emigrando nei luoghi dove la sovranità statale è inesistente o complice.

 

Il problema è gigantesco perché riguarda il pianeta e perché ovviamente non è possibile imporre, nell’immediato,   standard europei  ad un paese in via di sviluppo.

 

E’ possibile però perseguire, tramite accordi fra aree economiche , un percorso “virtuoso” , che riduca gli effetti negativi della  globalizzazione.

 

A tal fine appare indispensabile giungere in tempi rapidi agli Stati Uniti d’Europa.

 

Gli abitanti del continente dovrebbero capire che in assenza di un organismo statale europeo non potremo minimamente contrastare gli effetti perversi della globalizzazione, lo “Stato Sociale” , verrà travolto e  le condizioni di vita in Europa regrediranno di decenni e forse di secoli.

 

Le confederazioni sindacali dovrebbero fare dell’integrazione europea il principale obiettivo dei lavoratori.

 

Sarà fondamentale garantire l’insieme dei lavoratori europei disinnescando i fenomeni di “concorrenza sociale”  fra aree europee.

 

Si tratta di mutuare le logiche di risanamento idrogeologico ai fenomeni economico-sociali.

 

I fautori del liberismo economico sono assimilabili a coloro che ritengono che non debbano esserci vincoli di alcun genere nell’uso del territorio (delle risorse umane) , indifferenti alle conseguenze (alluvioni, smottamenti, frane) e quindi (distruzione, morti, costi per la collettività) che per loro sono solo occasioni di nuovo lavoro e arricchimento personale.

 

Dobbiamo invece curare la società come dobbiamo curare il territorio perché è in essa che viviamo e  dovranno vivere i nostri figli.

 

Così come è indispensabile regolare i rapporti fra aree economiche e altresì necessario ridurre il potere della finanza mondiale, stabilendo normative che riducano l’area della speculazione finanziaria, riconducendo la stessa a fenomeno complementare dell’attività economica e non elemento di stravolgimento della stessa ( dare sostegno all’operato di Obama).

 

E’ inoltre indispensabile ricondurre a dimensioni “accettabili” le concentrazioni finanziarie e societarie.

 

Risulta necessario trovare strumenti che consentano al potere politico internazionale di eliminare le aree di de-responsabilizzazione manageriale (*) e l’occupazione da parte de pochi individui di molteplici posizioni di potere economico e non (conflitti di interessi) 

 

(*) un tempo le società erano gestite prevalentemente dai proprietari e questi finivano per pagare con la perdita del patrimonio l’eventuale cattiva gestione, attualmente, le società sono gestite da manager che riescono a ottenere, sotto diverse forme,  emolumenti molto cospicui, anche in caso di fallimenti gestionali.  

Globalizzazione, come sottrarsi al ricattoultima modifica: 2010-06-18T14:39:10+02:00da reterache
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