auto blu

Immunità per le auto blu: Proposta nel nuovo Codice

Secondo un emendamento agli autisti delle auto del Palazzo non si potrebbero sottrarre i punti dalla patente per nessun tipo di infrazione

di VINCENZO BORGOMEO- La Repubblica 3/5/2010

 

Emendamento choc in discussione in questi giorni in Parlamento: il senatore Cosimo Gallo (Pdl) ha proposto l’esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu. Una vera e propria immunità qualsiasi tipo di infrazione che ha già scatenato diverse polemiche                          .

La proposta stupisce per due motivi: il primo è legato al fatto che va in senso opposto a tutti i tentativi di rendere più sicure le nostre strade (con relativi aumenti di sanzioni per tutti), il secondo perché arriva proprio nel momento in cui si discute sulla necessità di eliminare le auto blu. Non si è infatti ancora placata la polemica sulle troppe vetture di servizio visto che nel 2009 il parco vetture della pubblica amministrazione è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. E solo tre anni fa erano 574 mila.

 

Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l’ Italia batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo. Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l’ Italia in testa                                                      .

Ma non è solo una questione di rapporto: più di 600 mila auto blu sono un numero impressionante anche in assoluto visto che corrispondono alla metà dei mezzi che circolano a Milano e a un numero di veicoli che potrebbero coprire tutte le corsie, nord e sud, della Roma-Milano.

In ogni caso il senatore Gallo difende il suo emendamento: “Ma che casta e casta!”, spiega, “spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”.

 

L’esercito delle auto blu
record in Italia: quasi 650 mila

La denuncia dell’Associazione contribuenti: “Viola la legge del 1991
che ne limita l’uso solo a ministri, sottosegretari e alcuni direttori generali”
di MARCO PASQUA 5/8/2009

ROMA – Un aumento costante, che sembra non conoscere sosta. E’ quello che viene fatto registrare dalle auto blu della Pubblica amministrazione italiana, arrivate a toccare la cifra record di 624.330 unità, con un +2,7% negli ultimi sei mesi. Un dato che conferma un trend in crescita, anno dopo anno. Nel dicembre del 2008, le auto blu erano 607.918, contro le 574.215 dell’anno precedente.

L’Italia guida anche la poco invidiabile classifica mondiale dell’utilizzo di queste macchine: batte, tra gli altri, gli Stati Uniti e la Francia, rispettivamente al secondo e terzo posto. Le statistiche arrivano da Contribuenti.it, il sito dell’Associazione contribuenti italiani che, con il suo sportello, conduce annualmente un’analisi del parco delle auto blu                                      .

Nella ricerca vengono conteggiate sia le auto di proprietà delle amministrazioni che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica                                 .

Duro il commento del presidente dell’associazione, Vittorio Carlomagno, secondo il quale “in Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite”, e propone, come soluzione, quella di pubblicare sul sito internet “il nome degli utilizzatori e tassarli come fringe-benefit per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione”. Anche “una norma che stabilisce il limite di cilindrata” di questi mezzi potrebbe servire a ridurre drasticamente il parco auto.

L’associazione, tra l’altro, fa notare che questo trend in crescita contrasta con “la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali: da allora si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati”.

 

Il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti per “chiedere di verificare se siano state rispettate le norme vigenti che prevedono l’utilizzo delle auto blu da parte dei dirigenti apicali”. Per il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, “siamo di fronte ad una vergogna nazionale. Bisognerebbe cambiare, nel nostro Paese, il modo di pensare dei politici, e di quanti lavorano nella Pubblica amministrazione. Se prendere i mezzi sarebbe impossibile per loro, che almeno salgano sui taxi: meno costosi di una macchina con autista, che passa ore ed ore ferma ad aspettare”.

Anche l’Adoc critica “il trend di crescita costante nell’utilizzo delle auto blu” e sollecita “il governo a ridurre costi che vengono sostenuti inutilmente dai cittadini, in un periodo di crisi finanziaria. Le famiglie devono faticare per arrivare alla fine del mese, mentre gli autisti di queste auto scorrazzano per le città con il dirigente di turno”. Il presidente, Carlo Pileri, si chiede come mai in Italia “non siano presenti statistiche ufficiali, sui siti delle pubbliche amministrazioni, relative a queste macchine. Quello che il ministro Renato Brunetta ha fatto con gli stipendi dei suoi collaboratori, pubblicati sul sito del ministero, andrebbe fatto anche con le auto blu. Invece notiamo che su questo tema c’è pochissima trasparenza. Cosa ci vogliono nascondere?”                                        .

A livello mondiale, dunque, l’Italia, con le sue 624.330 unità è il primo Paese per utilizzo di auto blu, mentre in altri luoghi, come gli Stati Uniti, il dato è diminuito. Al secondo posto, proprio gli Usa, con 72mila (contro le 75mila del dicembre 2008), seguiti dalla Francia, con 63mila (rispetto alle 64mila di fine 2008). Al quarto posto il Regno Unito con 56.000, la Germania con 55.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 42.000 (nessuna variazione rispetto al 2008), il Giappone, con 30.000 (mille in meno rispetto al 2008), la Grecia con 30.000. Ultimo in classifica il Portogallo, con 22.000 auto blu (- 1000).

 

Nota  di Reterache

La cifra delle auto Blu appare incredibile, se fossero veramente 650.000 sarebbe uno scandalo.

 

Proviamo a fare una stima dei costi.



descrizione

Prezzo

Durata media anni

Costo annuo

Costo medio auto

20.000

5

4.000

Manutenzione, verifiche,tassa circolazione, ecc.

300

Stipendi (costo medio comprensivo di oneri previdenziali)

50.000

Benzina (stima 20.000 Km anno/1,3 euro lt., 10Km. A lt

2.600

Totale annuo

56.900

Numero veicoli

650.000

Costo complessivo stimato

36.985.000.000

 

Cioè, quasi 37 miliardi di euro (la stima è prudenziale e

quasi certamente inferiore ai costi effettivi)

 

auto bluultima modifica: 2010-05-03T17:30:18+02:00da reterache
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