Clandestini denunciano

SE I «CLANDESTINI» DENUNCIANO GLI SFRUTTATORI

 

PERMESSO DI SOGGIORNO A CHI DIFENDE LA LEGGE

 

Anselmo Botte (sindacalista)

 

L’indagine della procura di Palmi sullo sfruttamento schiavistico dei lavoratori immigrati a Rosarno ci pone degli interrogativi sull’efficacia dei metodi di contrasto del lavoro nero.

 

Analizziamo nel dettaglio quel che è successo a partire dalla novità più significativa: il sequestro delle venti aziende agricole che hanno utilizzato in modo irregolare i lavoratori immigrati. Èuna conferma di quanto da anni denunciamo inascoltati: dietro ogni assunzione in nero c’è un datore di lavoro che assume in nero, dietro ogni caporale che governa il mercato delle braccia c’è un imprenditore che si rifiuta di assumere rispettando le ultraflessibili norme che regolano (si fa per dire) il mercato del lavoro in agricoltura.

 

Un punto fermo è che l’indagine ha avuto un esito positivo grazie alle dichiarazioni di lavoratori immigrati irregolari (”clandestini”, per chi ha più simpatia per questo termine ). Per questi collaboratori della giustizia lo stato ha previsto un permesso di soggiorno per motivi di giustizia; valido per la durata dell’iter processuale e neanche buono per lavorare.

 

Poca cosa. Se la passano peggio i migranti scoperti a lavorare in nero. Per loro ci sarà l’ennesimo decreto di espulsione.

 

E visto che in tanti ne hanno ormai collezionati una infinità, si suppone che continueranno a restare sul territorio nazionale.Nonper una loro sorda ostinazione, ma perché di loro la nostra agricoltura ha bisogno.

 

Resteranno quindi in una condizione di irregolarità che sarà impossibile sanare con le nuove disposizioni contenute nel “pacchetto sicurezza” e negli ultimi provvedimenti emanati dopo la sanatoria di settembre.

 

Saranno irregolari per sempre, e per sempre presenti sul nostro territorio. Saranno un’ottima merce per il mercato del lavoro nero e per i loro aguzzini: i caporali.

 

Credo che alla fine tutta l’operazione si tradurrà nel solito intervento repressivo e quindi all’espulsione

ipocrita di migranti irregolari.

 

Si continuerà ad ignorare quanto il provvedimento di sequestro delle venti aziende ha confermato: che la presenza dei migranti nel lavoro agricolo, dato ormai strutturale, peserà sempre più nell’immediato futuro.

 

In alcuni comparti, come gli allevamenti, ha ormai sostituito integralmente la forza lavoro locale.

 

Eppure, nel 2006, con il governo Prodi e con Amato ministro, eravamo vicini ad una soluzione che prevedeva il riconoscimento del permesso di soggiorno a chi denunziava la sua condizione di sfruttamento.

Insomma una possibilità di riscatto per quelle migliaia di lavoratori la cui fatica quotidiana nei campi è scandita da ritmi infernali, la misura della paga giornaliera legata al cottimo che ti spezza la schiena e il resto della giornata trascorsa in tuguri senza luce e senza acqua, in compagnia di topi e zanzare.

 

Occorre ripartire da quella proposta, sperando che in questi anni siano maturate le condizioni per metterla in atto

Clandestini denuncianoultima modifica: 2010-04-29T16:51:08+02:00da reterache
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