La speculazione sulla Grecia

Al capezzale della Grecia

Daniele carcea  11/3/2010 –  Agenzia radicale

È partito il piano per salvare la Grecia ed ammonta a 30 miliardi di euro e mentre le borse festeggiano i cittadini greci scendono in piazza per manifestare tutta la loro rabbia.

Ma l’Europa non transige e di fatto è scattato il commissariamento, infatti a questa operazione stanno lavorando tecnici francesi e tedeschi, le banche tedesche e francesi infatti, sono le più esposte verso il debito sovrano greco, visto che hanno in portafoglio ben 130 miliardi di obbligazioni.

La Grecia sostanzialmente non ha più la possibilità di effettuare scelte economiche, perché è in pieno rischio bancarotta a causa del deficit al 13% tenuto nascosto fino all’insediamento del nuovo governo e con 54 miliardi di titoli da emettere quest’anno e per cui vanno trovati finanziatori.

Mentre i bond greci sono arrivati a pagare un saggio di interesse doppio di quelli tedeschi, l’Europa, ma soprattutto i tedeschi guidati dalla Merkel chiedono di tagliare il deficit del 5% entro l’anno, passando dal 13% all’8%.

Con l’entrata nell’Euro si è creato un particolare problema di competitività, dato che per ogni singolo paese dell’area euro non è più possibile ricorrere alla svalutazione della propria moneta in quanto facente parte dei paesi che hanno adottato la moneta unica.

L’unione monetaria ha reso possibile l’ingente afflusso di capitali, che hanno consentito di finanziare con facilità i disavanzi sempre più alti della parte corrente di alcuni paesi europei, ma i capitali poi vanno restituiti, i debiti vanno pagati, un economia basata sul debito è destinata a crollare e chi è più indebitato degli altri crolla prima.

Vero è, che chi tiene in mano le regole del gioco può puntare l’indice su un paese rispetto ad un altro e far scatenare la speculazione con i famosi rating che possono arrivare fino a distruggere un paese.

Bene ha fatto Prodi nei giorni scorsi a ribadire che bisognerebbe guardare anche al debito dei paesi considerati virtuosi, ricordando le parole famose rivolte da Gesù contro i farisei: “perché guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello, quando nel tuo c’è una trave?

L’ex premier ha invitato Stati Uniti e Gran Bretagna a guardare i loro debiti complessivi, che si aggirano intorno al 400% il primo e al 350% il secondo, dei rispettivi prodotti interni lordi.

Ma tornando alla Grecia, c’è da rilevare che sul fronte delle entrate i margini sono scarsissimi, il turismo è in calo e i noli marittimi sono letteralmente crollati, si parla delle due maggiori fonti di produzione della Grecia, al massimo si potrà intervenire aumentando di qualche punto percentuale l’Iva, l’evasione fiscale è addirittura in aumento, allora la sola alternativa praticabile è una specie di svalutazione interna, da perseguire con l’abbassamento dei salari di circa il 20%.

Si parla di bloccare i salari, togliere le quattordicesime e incidere sulla spesa aumentata enormemente a causa delle assunzioni inutili nella pubblica amministrazione negli ultimi anni.

Non sarà facile far digerire questi interventi drastici ai cittadini greci, anche perché la situazione non è per niente chiara.

Nelle ultime settimane sono uscite le incredibili notizie relative alle operazioni compiute dall’ineffabile Goldman Sachs per aiutare la Grecia (il governo greco di centrodestra) a nascondere l’entità del suo deficit

e poi quelle effettuate (sempre dalla Goldman Sachs)

scommettendo contro la Grecia,

un’incredibile doppia speculazione al cui confronto gli autori della “Stangata” sono dei pivellini.

La Goldman e altre banche d’affari sono accusate di aver aiutato la Grecia a nascondere il proprio debito truccando i conti sotto la montagna dei soliti titoli spazzatura; siamo nei primi anni 2.000 quando Goldman con il meccanismo dei”cross currency swap” il trading valutario, consente di migliorare i conti a breve, scaricando però negli anni futuri i costi dell’operazione.

Goldman ha fatto emettere titoli in dollari e yen alla Grecia, poi scambiati in Euro per un certo periodo, con la condizione di essere ricambiati nelle divise originali ad una certa data nel futuro, tutto questo per avvantaggiarsi delle fluttuazioni dei cambi.

Il gioco opaco, per usare un eufemismo, di Goldman sta nell’aver falsato il cambio, usando un tasso di cambio dollaro-euro con un euro enormemente sopravalutato rispetto al cambio di mercato e consentendo alla Grecia di ottenere una cifra molto più alta, cifra mascherata che non è apparsa come debito ed è stata nascosta quindi nel bilancio di Stato, salvo riapparire qualche anno dopo.

Come spiegato minuziosamente dal New York Times, le operazioni di finanza creativa in questione che comunque rientrano nell’alveo della legalità, non appaiono come prestiti bancari ma come vendite con pagamenti differiti; in particolare, la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato.

Sono stati usati da parte di Golman Sachs e JP Morgan Chase degli abili meccanismi di ingegneria finanziaria utilizzati a più non posso in tutta l’operazione subprime.

Eolo fu chiamato lo strumento finanziario che copriva le passività, in cambio di impegni sulle entrate future, praticamente il Dio dei venti ha di fatto spazzato via i buchi del bilancio greco per farli riapparire alcuni anni dopo,

facendo guadagnare ingenti profitti alle super banche d’affari americane e a i loro manager strapagati (sobriamente definiti Dei dell’universo), per la gioia di milioni di cittadini greci che ora, per non vedere il loro paese espulso da Eurolandia, dovranno sorbirsi sacrifici pesantissimi che se affrontati all’epoca sarebbero stati meno devastanti.

Fra le varie furbate c’è la cartolarizzazione di entrate future pari a 3,8 miliardi di euro, composte fra l’altro da 650 milioni di ricavi dalle lotterie e 2 miliardi di entrate da fondi strutturali europei.

Ma questo è solo il primo capitolo della vicenda Grecia, debiti pubblici sovrani, PIIGS, speculazione, crisi sistemica, l’altro è appunto la questione della tremenda speculazione che si è abbattuta sulla Grecia e che rischia di prendere di mira altri paesi, considerati i più deboli della zona Euro: Spagna, Portogallo, Irlanda e anche l’Italia.

Praticamente tutti si sono occupati della cosa, da Angela Merkel a Ben Bernanke, dai giornali americani ed europei e famosi premi nobel dell’economia come Stiglitz e Krugmann.

Le nostre mega-banche d’affari (Americane e inglesi) avendo fatto da consulenti e promotori alle manovre di tecnofinanza statale creativa erano perfettamente a conoscenza del bubbone che sarebbe scoppiato e quindi ne hanno approfittato speculando con il trading.

Il premio nobel Stiglitz è intervenuto sollevando interrogativi importanti: come è possibile che Goldman Sachs, prima abbia aiutato la Grecia a truccare i conti con la finanza creativa e i derivati e adesso ha speculato e fatto utili scommettendo sul fatto che la grecia possa uscire dall’Euro.

Qual è lo scopo delle attività speculative degli hedge funds rispetto alla Grecia? Si è cercato di distruggere il paese e così sferrare un forte attacco all’Europa o si crea instabilità per trarne semplice profitto, oppure tutte e due? In Europa c’è un ampio dibattito sul bisogno della regolamentazione finanziaria e sul fatto che i c.d.s. possono creare molta instabilità.

Sui credit default swap, le assicurazioni con il rischio di insolvenza dei debiti sovrani, ma non solo, il commissario al mercato interno e ai servizi finanziari, il francese Michel Barnier ha intenzione di aprire un’indagine che riesca a far luce sull’influenza che l’uso speculativo di questi prodotti finanziari ha sulla tenuta dei debiti pubblici.

I c.d.s non vengono comprati solo da chi ha acquistato i titoli del debito, ma anche da chi questi titoli in portafoglio non li ha, in gergo tecnico si dice: è privo del sottostante, si passa così da l’uso per limitare il rischio a vero e proprio mezzo per affossare il paese che si indebita.

Adan Turner il presidente della Fsa, l’Autorità del settore finanziario britannica ha espresso tutti i suoi dubbi sul funzionamento del mercato dei cds, in particolare sul fatto che, possa essere permesso un contratto assicurativo su un qualcosa in cui non si ha un interesse assicurabile.

Si pensa di limitarne l’uso in maniera drastica, anche se l’opposizione dei soliti noti è fortissima e si manifesta con vere e proprie dimostrazioni di forza sui mercati borsistici, con giornate di vendite a più non posso che servono a mandare segnali ai governi, i soliti governi che hanno provveduto a salvare le banche che hanno causato la crisi, ora vengono minacciati da queste.

Non ci troviamo di fronte ad un hedge fund che opera isolato, ma di fronte all’azione combinata di molti di essi diretta su un paese in particolare, praticamente come successe con l’Argentina. Questa è stata definita la tecnica del branco di lupi: gli hedge funds che si concentrano tutti insieme contro uno Stato.

È il Wall Street Journal che ci ha informato in maniera precisa sul come sono andati i fatti: l’8 febbraio scorso alcuni importanti hedge fund si sono trovati a Manhattan e hanno deciso di sferrare un violento attacco speculativo contro la Grecia, successivamente contro l’euro per riportare in parità il cambio euro dollaro e infine hanno messo nel loro mirino i famosi PIIGS, in modo da indebolire di molto la forza dell’Europa.

E questi fondi speculativi hanno gioco facile, un po’ perché hanno dietro le più grandi e famose banche d’affari del mondo, sempre quelle, e soprattutto perché grazie all’uso della leva possono indebitarsi fino a 20 volte il capitale investito, la leva 1 a 20 consente loro profitti stratosferici.

Ora tenendo conto che la speculazione non è considerata reato, anche se dopo l’avvento dell’attuale crisi è considerata una delle concause del crack, è sicuramente considerato reato l’agire di concerto fra diversi attori finanziari per spingere il mercato o alcuni settori di esso in una determinata direzione.

E’ per questo che anche sugli hedge fund sono state aperte alcune indagini da parte degli organi preposti come la sec americana che cercheranno di accertare le varie responsabilità e persino Simon Johnson, già economista capo del Fondo Monetario, chiede e spera che l’Unione Europea allestisca una commissione d’inchiesta su Goldman e i suoi trucchi.

 

La speculazione sulla Greciaultima modifica: 2010-04-28T17:57:53+02:00da reterache
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