Il potere di Obama

Riforma finanziaria Usa
Stop repubblicano al dibattito

La Repubblica 27/4/2010

Al Senato l’opposizione è riuscita a fermare il prosieguo della discussione
sulla proposta di legge della Casa Bianca. Ai democratici mancano 3 voti

NEW YORK – I repubblicani bloccano il dibattito la riforma delle finanza in Senato. Il voto procedurale per proseguire la discussione sulla proposta democratica di riforma di Wall Street si è chiuso con 41 voti contrari e 57 favorevoli, ovvero meno dei 60 necessari per andare avanti.

A esprimersi contro il dibattito sul progetto di riforma di Wall Street oltre ai repubblicani anche il democratico del Nebraska Ben Nelson                                     .

Repubblicani e democratici restano divisi su alcuni temi chiave, fra i quali la regolamentazione dei derivati. I repubblicani avevano minacciato di bloccare il progetto nel caso in cui non avessero raggiunto prima del voto procedurale un’intesa con i democratici per una profonda revisione del progetto.

Il commento di reterache

Berlusconi lamenta una presunta inadeguatezza del potere del Presidente del Consiglio in Italia ( il suo potere personale è in realtà molto più grande di quello garantito dalla carica essendo egli padrone della televisione pubblica e privata, di svariati giornali e di interessi economici in settori chiave: banche, finanza, editoria ecc.) , e vuole una riforma che dia più potere al Capo del Governo, come avverrebbe secondo lui in altri Stati, in particolare negli Usa.

Come possiamo constatare dalla notizia sù riportata negli Stati Uniti sono sufficienti 41 voti su 98  per impedire l’inizio di una dibattito su una proposta del Presidente su un tema così rilevante come la regolazione dei mercati finanziari (nonostante la crisi che gli stessi hanno causato).

Del resto chi segue le vicende Usa sa che:

  • i Presidenti Usa debbono penare moto per ottenere l’avallo del Congresso sulle loro iniziative;
  • debbono intavolare vere e proprie trattative e modificare significativamente le proposte avanzate per ottenere le maggioranze necessarie( vedi riforma sanitaria approvata di recente dopo che Obama ha dovuto ridimensionare in misura molto significativa le sue intenzioni);
  • spesso non  riescono a ottenere l’avallo del Congresso.

Come spesso avviene le affermazioni di Berlusconi, molto supportate dal suo impero mediatico e dai suoi dipendenti, risultano essere false.

Berlusconi vuole sempre più potere, a scapito della democrazia, questa è la realtà.

Il potere di Obamaultima modifica: 2010-04-27T10:40:00+02:00da reterache
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