Governo: favore all’abusivismo edilizio

Campania, favore all’amico governatore:

 sospesa la demolizione delle case abusive

 

 

Un assist favoloso al partito trasversale del cemento, che nell’ultimo decennio (secondo i dati di Legambiente) ha costruito 60 mila case abusive: 6 mila all’anno, 500 al mese, 16 al giorno.

 

Il decreto con cui ieri il governo ha sospeso le demolizioni in Campania, riaprendo i termini del condono del 2003 e stabilendo una moratoria fino a tutto il 2011, sarà un gigantesco colpo di spugna a vantaggio dei soliti noti e una beffa clamorosa per chi, nel frattempo, alla casa (seppure abusiva) c’ha dovuto rinunciare perché le ruspe, nelle more, hanno ripristinato la legalità violata.

 

Un esempio clamoroso è quello di Casalnuovo, un grosso centro alle porte di Napoli: due anni fa furono demoliti tre quartieri sorti dal nulla e senza alcun titolo autorizzativo.

 

Andarono Giù 62 edifici su un totale di 72; il colpo per i palazzinari fu pesantissimo: 50 milioni di euro stritolati dai denti d’acciaio.

 

Ci andò di mezzo anche un sacco di brava gente, che si era impegnata pure i materassi per accendere mutui e coronare il sogno di una vita.

 

Chi è riuscito a tenere duro, oggi gongola: avrà tutto il tempo per mettersi in regola.

 

Il condono ripristinato con decreto legge è manna dal cielo per i signori del ciclo integrato del cemento:

secondo il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, sono sessantaquattro i clan della camorra che operano nel settore.

 

Inchieste giudiziarie e studi specifici dimostrano come il business dell’edilizia illegale rappresenti i due terzi del fatturato della più potente confederazione criminale campana: quella dei clan Casalesi, l’unica organizzata come Cosa Nostra.

 

Lo sa bene l’attuale procuratore di Salerno, Franco Roberti, fino all’anno scorso capo della Procura antimafia di Napoli. «Bisogna diffidare di tutti i condoni, perché hanno sempre una natura criminogena», ha ripetuto ieri.

 

Gli ha fatto eco il presidente dell’Anci Campania, Nino Daniele: «Il decreto costituisce un pericoloso precedente e nel contempo non risolve il problema, ma lo rinvia».

 

Parla a ragion veduta. Era capogruppo dei Ds in consiglio regionale quando, nel 2003, la giunta Bassolino impugnò il condono, ottenendo anche soddisfazione dalla Corte Costituzionale.

 

Dopo la sentenza della Consulta, che assegnava al governo solo poteri di indirizzo, riconoscendo piena potestà legislativa alle Regioni, l’esecutivo Berlusconi concesse a queste ultime, con un altro decreto, solo quattro mesi di tempo per legiferare.

 

La Giunta presentò nei termini prescritti un disegno di legge, a firma dell’allora assessore all’Urbanistica Marco Di Lello, particolarmente restrittivo, ma l’opposizione di centrodestra in consiglio arrivò a forme dure di ostruzionismo per ritardarne l’approvazione.

 

Risultato: la legge urbanistica regionale, che sbarrava definitivamente il passo a qualsiasi forma di sanatoria degli abusi edilizi, predisponendo robuste misure di prevenzione del fenomeno, passò in aula con quattro giorni di ritardo sul termine concesso dal governo centrale.

 

Il decreto di ieri, sollecitato al governo “amico” dal neo governatore campano Stefano Caldoro, che adesso dovrà varare la norma applicativa comprensiva dei criteri per accedere al condono, viene, dunque, da lontano.

 

E riporta indietro la Campania.

 

L’unità 24/4/2010

Nota di reterache:

E’ facile comprendere quanto possa aver pesato sull’esito delle elezioni in Campania l’aspettativa di migliaia di famiglie e di tutti coloro interessati al mantenimento dell’abusivismo, a cominciare dalle imprese legate alla Camorra.

A mio giudizio si tratta di un vero e proprio voto di scambio: ” Tu mi voti e io ti condono l’abitazione abusiva” , ” Tu mi voti e potrai ancora trovare lavoro (nero) nell’edilizia abusiva” ; “Tu Camorra fai votare i tuoi affiliati e io ti consento di continuare a fare i tuoi affari”

Governo: favore all’abusivismo edilizioultima modifica: 2010-04-25T08:40:00+02:00da reterache
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