Obama apra gli occhi

«Obama apra gli occhi. Al governo di Israele razzisti e colonialisti»

L’ex ministra israeliana: «L’esecutivo Netanyahu è un ostacolo alla pace.

Il mio Paese ostaggio del fanatismo religioso. Gli Usa devono fermarli

SHULAMIT ALONI fondatrice di PEACE NOW

 

«Sono estremisti, puntano al Grande Israele Ne faranno un ghetto atomico in guerra con il mondo»

«Dovrebbe essere chiara a tutti l’inconciliabilità tra democrazia e oppressione esercitata contro i palestinesi»

 

 

«Spero che Biden abbia compreso la lezione. E si sia reso finalmente conto, e con lui Barack Obama,

che Israele è oggi governato da pericolosi estremisti ispirati da una cultura razzista e colonialista».

 

A sostenerlo è una delle personalità di maggior spicco della sinistra laica e pacifista d’Israele: Shulamit Aloni, fondatrice di «Gush Shalom» (Pace Adesso), più volte ministra nei governi guidati da Yitzhak Rabin e Shimon Peres.

 

«Obama – sottolinea Aloni – non può considerare la colonizzazione di Gerusalemme Est e dei Territori come un “incidente di percorso”, o un espediente tattico di Netanyahu.

 

La colonizzazione è una scelta strategica per la destra nazionalista. È la realizzazione del disegno del Grande Israele. La colonizzazione è l’atto di morte per una pace fondata su due Stati».

 

Uno schiaffo in faccia al vicepresidente Usa: così i giornali israeliani hanno interpretato l’annuncio del via libera per la costruzione di altre 1600 unità abitative a Gerusalemme Est.

 

«Più che di “schiaffo”, metaforicamente parlando, direi che si tratta di una sonora legnata. Spero almeno che sia “salutare”…».

 

Salutare per cosa?

 

 «Perché Barack Obama prenda finalmente atto di chi governa oggi Israele… »

 

E chi lo governa?

 

«Un esecutivo dominato da razzisti come Lieberman o da ultrafondamentalisti rispetto ai quali Benjamin Netanyahu appare un pragmatico moderato. Tant’è che da più parti si è detto e scritto che l’aver annunciato il via libera al progetto di altre 1600 case a Gerusalemme nel giorno

del suo incontro con Biden, fosse un messaggio rivolto non solo agli Usa ma anche a Netanyahu: un messaggio di chi sa di avere il coltello dalla parte del manico».

 

Cosa la preoccupa di più dell’attuale governo israeliano?

 

«La sua arroganza. Il concepire Israele come un “ghetto atomico” in guerra col mondo circostante. È la logica militarista che lo anima.

 

È pretendere la cacciata dell’Iran dalle Nazioni Unite e al tempostesso far carta straccia di quei Rapporti o Risoluzioni che inchiodano Israele a impegni mai attuati.

 

È il giocare con la parola “dialogo” solo per guadagnare tempo e gettare sabbia negli occhi di una comunità internazionale che fa finta di non vedere, di non capire…».

 

Al suo j’accuse si può eccepire sostenendo che Israele è una democrazia E chi governa è perché ha vinto libere elezioni.

 

«Lei ha toccato il punto più dolente. Da tempo sono giunta alla conclusione che Israele non è più una democrazia ma una “etnocrazia” aggressiva.

 

Questa destra non vuole la pace, ma l’intera Terrasanta senza arabi né moschee. Mi piange il cuore nel dire che oggi Israele, il Paese per cui ho combattuto, è ostaggio del fanatismo religioso.

 

La nostra democrazia è oggi minata dall’interno. E sa perché?…».

 

Perché, signora Aloni…

 

«Perché democrazia e oppressione esercitata contro un altro popolo sono tra loro inconciliabili.

 

Perché se a dettare legge, nei rapporti con i palestinesi, è la forza, essa finisce per penetrare in ogni ambito della nostra vita sociale, a determinare ogni atto.

 

Contro questa destra che uccide ogni speranza di pace ci vorrebbe una rivolta morale, prima

che politica».

 

Cosa si attende da Barack Obama?

 

«Una coerenza tra parole e fatti. Ciò, purtroppo, non è avvenuto nel suo primo anno di presidenza.

 

Obama deve agire sugli attuali governanti israeliani considerandoli per ciò che essi sono: un ostacolo

sul cammino della pace.

 

Costoro sembrano conoscere solo il linguaggio della forza. E allora, che Obama lo usi.

 

L’America ha gli argomenti convincenti per farsi ascoltare».

 

Cosa resta della sinistra israeliana?

 

«Un ammasso di macerie. Sulle quali si erge colui che ha dato il colpo di grazia al partito laburista,

svendendone la storia in cambio di poltrone: Ehud Barak»

Obama apra gli occhiultima modifica: 2010-03-11T20:16:00+01:00da reterache
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