Decreto Protezione Civile

Decreto Protezione Civile

 

Intervento del capogruppo Italia dei Valori alla Camera dei Deputati

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A seguito del pentolone scoperchiato dalle indagini di Firenze, a seguito della pressione dell’opinione pubblica e a seguito anche dell’opposizione ferma fatta dall’opposizione parlamentare in quest’Aula avete dovuto mettere in campo una ritirata nemmeno tanto decorosa.

Ecco allora che il cuore del provvedimento in esame, quello per il quale davvero vi eravate battuti – in testa il sottosegretario Bertolaso ed il Presidente del Consiglio – e cioè quella privatizzazione della Protezione civile con quell’altra norma odiosa che introduceva una sorta di scudo, una sorta di immunità addirittura per le strutture commissariali, l’avete dovuta completamente abbandonare.

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 Sia ben chiaro: da parte nostra non viene la benché minima critica alla Protezione civile intesa come quelle migliaia di persone che con straordinaria competenza, con coraggio, con passione e con abnegazione da anni sono davvero un fiore all’occhiello dell’Italia in tutte le grandi situazioni di emergenza.

 

 No, noi non ce l’abbiamo con quelle persone e con la loro straordinaria professionalità: ce l’abbiamo con quella cupola che si è installata al vertice dello Stato, al vertice della Protezione civile e che ha confuso il governo del fare con il governo degli affari

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 ed ha stravolto progressivamente quella che doveva essere una legittima e comprensibile situazione di eccezionalità e di emergenzialità, legata alle calamità ed a quelle disgrazie che purtroppo in un Paese ogni tanto accadono.


Voi avete preso quella eccezionalità, quella eccezionalità in base alla quale in tutto il decennio degli anni Novanta, dal 1991 fino ai primi del 2000, in tutto nel nostro Paese lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato dieci volte in dieci anni.

 

Da quando è arrivato lei, sottosegretario Bertolaso, da quando è arrivato il Governo Berlusconi, abbiamo assistito ad una mutazione genetica della Protezione civile:

 

nei dieci anni successivi, e cioè dal 2001 ad oggi, lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato 587 volte e di queste 540 volte soltanto negli anni in cui avete governato voi.

In tutti gli anni in cui ha governato il centrosinistra solo per 40 volte è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

 

Probabilmente anche quelle erano troppe, ma non è nemmeno paragonabile a quello scempio dello stato di emergenza che voi avete fatto.

 

Questo Governo, soltanto nei primi 40 giorni di quest’anno, ha già dichiarato 30 volte lo stato di emergenza nazionale.

 

 Dunque l’emergenza nazionale è diventata dall’eccezione la regola: non riguarda più soltanto le calamità.

 


Si è passati prima alle grandi opere, poi alle opere medie, poi alle opere piccole.

 

Insomma, dovunque vi erano affari da fare, dovunque vi erano soldi pubblici su cui mettere le mani, voi avete dichiarato lo stato di emergenza nazionale che non significa soltanto far le cose in fretta, caro sottosegretario Bortolaso, non significa questo.

 

Questo nessuno lo mette in discussione e nessuno lo dovrebbe negare.

 

Quello che voi avete fatto, grazie a questa sistematica adozione dello stato di emergenza, è stato bypassare tutte le leggi del nostro ordinamento giuridico                                                   .

Oggi su questi provvedimenti emergenziali non vi è più

·        il controllo nemmeno di collegialità del Consiglio dei Ministri,

·        il controllo politico del Parlamento (perché non passano per il Parlamento),

·        il controllo preventivo contabile della Corte dei conti.

 

Vengono bypassate 40 leggi nazionali ed europee, comprese tutte le norme sulla pubblicità degli appalti pubblici.

 

Ecco allora che si arriva alla lista corta degli imprenditori, amici o amici degli amici, quando non parenti o sodali.

 

Ecco allora che si arriva alla discrezionalità che diventa arbitrio, sottosegretario Bertolaso.

 

Questo è quello di cui noi la riteniamo colpevole, colpevole politicamente e non per indagini che oggi sono soltanto ai primi passi e sulle quali ci guardiamo bene dall’emettere giudizi o valutazioni.


Noi la riteniamo colpevole, senza appello, di avere trasformato, in questi dieci anni, la Protezione civile in una straordinaria macchina di potere e di gestione del denaro pubblico: 10 miliardi di euro spesi in dieci anni, al di fuori di qualsivoglia controllo di legalità

 

è qualcosa che, nemmeno nei più disgraziati Paesi del Terzo mondo, sarebbe possibile.

Questo è ciò che condanniamo, quello che lei, insieme al Presidente del Consiglio, ha fortemente voluto: un sistema criminogeno.

 

Oggi, non dovete meravigliarvi se, all’oscuro, sotto il cono d’ombra di questo sistema che avete voluto, proliferano gli imbroglioni, gli sciacalli e coloro che ridono della notte del terremoto de L’Aquila.

 

Questo, infatti, è il frutto necessario, scontato, prevedibile ed immaginabile di ciò che voi avete messo in piedi, e di cui portate tutta la responsabilità politica.


Per questo motivo, signor sottosegretario Bertolaso, abbiamo chiesto, e continueremo a chiedere, le sue dimissioni, perché lei è colpevole politicamente.

 

Non siamo solo noi a dirlo, perché non si tratta di un problema di maggioranza ed opposizione. Vorrei ricordare le parole del presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), che di questo sistema sciagurato, che avete messo in piedi, ha detto: crea una discrezionalità totale, che cancella un castello di leggi che regolano il mercato delle opere pubbliche, cancellando ogni principio di concorrenza e di mercato.

 

Sottosegretario Bertolaso, l’ingegner Buzzetti parlava di lei, quando sosteneva che avete creato un sistema che cancella ogni principio di concorrenza e mercato.

 

Ma con voi se l’è presa anche Confindustria. Il vicepresidente di Confindustria ha affermato che avete messo in piedi un sistema privo di ogni criterio di legalità e totalmente arbitrario, che toglie ai grandi investimenti pubblici che si realizzano in Italia ogni visione di sistema, con l’assunzione di decisioni incoerenti e prive di una visione complessiva di efficienza e di sviluppo del Paese.

 

Questo è ciò di cui vi accusiamo.

Di fronte a tutto questo, di fronte allo scempio delle istituzioni, noi chiediamo, soprattutto, una cosa: chiediamo chiarezza e trasparenza.

……

 

Signor sottosegretario, oggi, dobbiamo contestarle che, anche in Abruzzo, questa trasparenza non vi è stata, se è vero che le famose «casette» sono costate 2.800 euro al metro quadrato, al netto degli espropri, cioè quanto una casa di lusso in una media città italiana.

 

Vogliamo sapere come spendete i soldi, gli italiani hanno diritto di saperlo


Quando il Presidente del Consiglio Berlusconi ci viene a raccontare che metterà al centro della sua azione politica la lotta alla corruzione, noi gli diciamo: caro Presidente del Consiglio, quando parla di lotta alla corruzione, ha la stessa credibilità di una banconota da tre euro, perché, da quindici anni a questa parte, ha creato le condizioni legislative e politiche, affinché la corruzione in Italia la faccia sempre franca e i disonesti vincano sempre.

Sappiamo, in realtà, cosa voleva dire, e concludo.

 

Il suo vero obiettivo è approvare quel provvedimento che, col pretesto di regolare le intercettazioni, in realtà, le impedisce!

 

E non si parlerà più di corruzione, in Italia, perché nessuno scoprirà più le corruzioni

 

Volete creare lo Stato dove regna sovrana l’illegalità, ma noi non ve lo permetteremo

Decreto Protezione Civileultima modifica: 2010-02-21T10:04:12+01:00da reterache
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