Corruzione in aumento

Corruzione, boom di denunce:

+229% La Corte dei conti: “Nebbia sul Paese”

La Stampa 17/2/2010

 

Il pg: “La pubblica amministrazione è priva di anticorpi a questa patologia che appare sempre più diffusa”

 

Dilaga la corruzione in Italia.

Nel 2009 emerge un deciso aumento delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati, con un incremento rispettivamente del 229% e del 153% rispetto al 2008.

 

È la denuncia del procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, espressa in occasione del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2010.

 

Una nebbia sempre più fitta


Il fenomeno, per quanto riguarda i reati di corruzione, concussione ed abuso d’ufficio, continua a presentare carattere di gravità», avverte il procuratore generale, sottolineando che il numero delle denunce nel 2009 «è fortemente aumentato rispetto al 2008».

È poi assai «grave» – aggiunge il presidente Lazzaro – la mancanza di «anticorpi» nella pubblica amministrazione contro le condotte illecite individuali che causano «offuscamento dell’immagine dello Stato» e «flessione della fiducia nelle amministrazioni e nelle stesse istituzioni del Paese».

«Le pervicaci resistenze che questa patologia sembra opporre a qualsiasi intervento volto ad assicurare la trasparenza e l’integrità nelle amministrazioni possono dirsi essere una sorta di ombra o di nebbia che sovrasta e avvolge il tessuto più vitale operoso del Paese», e purtroppo «non si può fare a meno di notare che l’oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure a dissolversi o a flettere nella sua intensità ispessita».

 

I guasti negli appalti

Il presidente della Corte dei Conti ha quindi denunciato «le illiceità e le irregolarità gestionali durante la realizzazione di lavori e opere pubbliche».

Ha chiesto di rispettare le regole, osservare i tempi dei contratti e garantire la regolarità delle contabilizzazioni nella gestione degli appalti.

E ha sottolineato che in particolare nella sanità si evidenziano «comportamenti illeciti nell’aggiudicazione ed esecuzione dei contratti di appalto».

Inoltre sono emersi «gravi errori professionali connessi allo svolgimento dell’attività medica».

Basta con la giustizia lumaca

Negli altri Paesi c’è una «maggiore affidabilità» sulla durata e la prevedibilità degli esiti dei processi.

 

Ciò può provocare negativi e tangibili effetti economici« spingendo gli imprenditori a non investire in Italia.

 

L’incertezza del diritto, intesa quale mutevole significato della norma scarsa prevedibilità processuale e di tempi procedurali -spiega il presiente- può provocare anche negativi e tangibili effetti economici«.

 

Secondo Lazzaro, infatti, in presenza di queste condizioni «è lecito dubitare se un imprenditore straniero possa essere indotto ad effettuare investimenti produttivi nel nostro paese piuttosto che in altri ove vi è, statisticamente, maggiore affidabilità quanto a durata di procedimenti e prevedibilità di esiti e quindi più celere tutela giudiziaria di interessi connessi all’impresa».

 

La Toscana top ten per denunce


Dalla relazione del pg, infine, emerge che è la Toscana – dove in sede penale la procura di Firenze sta indagando sugli appalti del G8 – in testa alla classifica delle regioni in cui la Corte dei Conti ha emesso il maggior numero di citazioni in giudizio per danno erariale: sono 21 (su un totale nazionale di 92), mentre a seguire ci sono Lombardia (18), Puglia (11) Sicilia (10), Umbria (7), Piemonte (7), Trento (5), Calabria (4), Lazio (3) Abruzzo (2) Emilia Romagna (2) Friuli Venezia Giulia (1), Liguria (1) .

Stoccata ai colleghi: l’equilibrio è merce rara


Il presidente della Corte dei Conti Giulio Lazzaro ha poi bacchettato i colleghi: «Pochi giorni fa il Procuratore generale della Cassazione ha stigmatizzato che si ha la sensazione che taluni magistrati impegnino le proprie energie a contrastarsi reciprocamente più che a contrastare la criminalità.

 

Analoga osservazione può farsi per i magistrati della Corte.

 

Ciò può apparire sorprendente, considerato il numero, meno di 500 in totale, dei magistrati della Corte: sarebbe perciò da immaginare che un numero talmente più basso renda più facile individuare e condividere gli obiettivi.

 

Ciò sarebbe logico se ci si muovesse su direttrici avulse da preconcetti o posizioni ideologiche ma l’affidarsi solo al raziocinio ed al senso di equilibrio istituzionale che in un tempo lontano era quasi un prerequisito per l’essere magistrati oggi mi sembra divenuto merce rara».

Corruzione in aumentoultima modifica: 2010-02-17T14:10:50+01:00da reterache
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