Protezione Civile 3

Il sistema Anemone ragazze e massaggi

La rete dell’imprenditore e l’ascesa del Salaria Village

Mattia Feltri – La Stampa 12/2/2010

Il Salaria Sport Village non è soltanto il luogo nel quale – secondo le intercettazioni telefoniche e le deduzioni investigative – Guido Bertolaso andava a ritemprarsi dalle fatiche emergenziali.

Il Salaria Sport Village, se peccato c’è, è il peccato originale.

Il primo a raccontare di questo centro sportivo, del benessere, dello svago e della baldoria è stato Fabrizio Gatti sull’Espresso e la questione è stata ripresa qui e là da giornaletti locali romani.

Ma, insomma, i protagonisti e la cronologia dei fatti incuriosiscono

perché i protagonisti sono i Balducci (padre e figlio) e gli Anemone (famiglia), bruscamente coinvolti nella faccenda-Bertolaso,

e

perché la cronologia insospettisce.

 

Ebbene, quattro anni fa, il 29 dicembre del 2005, il premier Silvio Berlusconi nomina Angelo Balducci (padre) commissario straordinario per i Mondiali di nuoto.

 

Angelo Balducci è uno di fama. Ha già girato i governi e guadagnato la fiducia, per esempio, di Francesco Rutelli e Antonio Di Pietro.

 

Nel nuovo ruolo, Balducci deve individuare (all’inizio in collaborazione con gli amministratori locali, poi un’ordinanza governativa gli concede poteri illimitati) aree romane in cui costruire gli impianti per le competizioni del 2009.

 

Balducci le individua.

Individua, in particolare, il Salaria Sport Village che è una cosina, due piscine e due baretti, e che si potrebbe ampliare.

Così, almeno, pensa Balducci. E infatti, nel febbraio 2007, il Village avanza la candidatura.

Il Salaria Sport Village era nato nel dicembre del 2004, fondato dalla Stube Spa e dalla Fidear Srl, due fiduciare costituite da Filippo Balducci (figlio di Angelo) e da Diego Anemone, uno degli arrestati dell’altro giorno.

 

Balducci jr e Anemone avevano comprato nel 2004 l’ex centro sportivo della Banca di Roma a Settebagni (Nord di Roma), ne avevano ceduto le quote alla Stube e alla Fidear, la Stube e la Fidear avevano costituito il Salaria Sport Village e qualche anno dopo sarebbe arrivato Balducci padre a farne una piccola capitale dei Mondiali di nuoto, per la gran fortuna di Balducci figlio e soci                               .

In realtà l’ultimo atto non è di Balducci sr, ma di Claudio Rinaldi, che nel giugno del 2008 prende il posto di Balducci sr nel ruolo di Commissario delegato per i Mondiali di nuoto.

 

In cinque giorni Rinaldi chiude la pratica e il Salaria Sport Village può farsi grande, nonostante Italia nostra sostenga che lì non si possa costruire, perché è un’area di sfogo per le esondazioni del fiume Aniene.

 

A sostegno della tesi, Italia nostra porta il Piano regolatore e altri corposi incartamenti che tuttavia non suscitano curiosità.

 

Oggi il Village occupa quasi 28 mila metri quadrati di terreno, ha due piscine olimpiche coperte (lì si allenò la squadra cinese), un’altra piscina più piccola, dodici campi da tennis, il campo da golf, la Club House eccetera eccetera ed è lì che sverna Luciano, il capostipite degli Anemone.

 

E’ stato lui (originario di Grottaferrata, provincia di Roma) a mettere in piedi la fortuna di famiglia costruendo e ristrutturando mezza Settebagni, e adesso si riposa gestendo il Village e la tenuta in Umbria, colture e allevamenti biologici per le cucine del centro sportivo, e lasciando ai figlioli la gestione delle imprese.

Adesso il Village è un posto dove ci si fa vedere volentieri.

 

D’estate le piscine hanno una densità di frequentazione tipo piazza Venezia in un comizio del ’36.

 

Si fanno le serate a tema, la serata del merengue, la serata sudamericana, e durante il fine settimana l’happy hour attira centinaia di persone sedotte dalla compagnia e dall’open bar, la consumazione illimitata.

 

E’ il regno dei giovani Anemone – Diego e Daniele – che come tutti i trentenni danarosi amano e ostentano le berline di lusso; è anche il regno di Balducci jr (sua moglie e la moglie di Diego Anemone sono in società) e insomma lì i ragazzi brindavano alle recenti fortune.

 

Arrivavano per i massaggi e per l’aperitivo uomini di governo e della maggioranza.

 

Arrivava don Evaldo Biasini, buon amico di famiglia, che compare nelle intercettazioni e che è l’economo provinciale della Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue, ruolo di sostanza e di rispetto nel quale, forse, avrà fatto la conoscenza di Bertolaso.

 

Ed ecco, quindi, che se peccato c’è, il Village fu il peccato originale, il primo grande affare, di tanti grandi affari, di famiglia e di famigli.

Protezione Civile 3ultima modifica: 2010-02-12T16:40:29+01:00da reterache
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