Magistrati Italiani

Magistrati “Paperoni” e fannulloni? Ecco il dossier che smonta le accuse

 

Il Cepej (Commissione europea per l’efficacia della Giustizia) pubblica i  dati più “caldi” sul sistema italiano

 

Da La Stampa 3/12/2009

 

Fannulloni, super pagati e aggrappati ai privilegi della “Casta”.

 

Questa l’immagine che i media dipingono dei magistrati, categoria in queste settimane più che mai al centro delle bufere politiche.

I diretti interessati riconoscono che il sistema-giustizia italiano è malato da decenni, ma non ci stanno ad essere paragonati a dei “Paperon de Paperoni” viziati, oziosi, e responsabili delle peggiori nefandezze.

 

E così, documenti alla mano, smontano ad una ad una “le accuse”. E lo fanno rendendo pubblici i dati raccolti dal Cepej il più affidabile ed autorevole misuratore internazionale per la comparazione dei sistemi-giustizia nei 46 paesi che compongono il Consiglio d’Europa -, che ha confezionato in un dossier i riscontri ufficiali sui “più diffusi luoghi comuni riguardanti la magistratura italiana”, dall’ammontare degli stipendi all’entità del carico di lavoro, fino alla quantità di procedimenti disciplinari a carico della categoria.

I COMPENSI  
Dal rapporto Cepej 2008 emerge che tra i Paesi europei esaminati gli stipendi dei cosiddetti magistratiPaperoni italiani si posizionano nella fascia medio-bassa. I compensi iniziali dei magistrati italiani si collocano al 18° posto della graduatoria europea, con una distanza di €. 135.000 dal 1° posto (Scozia) e di circa €. 60.000 da quelli della Svezia e Svizzera, rispettivamente al 6° e 8° posto.

Inoltre in molti altri Paesi sono previsti benefit addizionali (pensioni speciali, abitazioni di servizio, assicurazioni sanitarie, spese di rappresentanza, incrementi legati ad obiettivi), inesistenti in Italia. Il confronto con altre categorie equiparabili (diplomatici, alti dirigenti della Pubblica amministrazione, magistrati amministrativi) evidenzia inoltre come gli stipendi dei magistrati ordinari siano sensibilmente inferiori.

 

IL CARICO DI LAVORO.
Il Rapporto Cepej 2008, evidenzia che l’Italia è un Paese che deve confrontarsi con un contenzioso civile che non ha pari in Europa (salvo Olanda e Russia).

 

 

I magistrati italiani devono dare risposta ad una domanda di giustizia civile pari a 4.809 procedimenti ogni 100.000 abitanti, che non solo è la terza in Europa, subito dopo Olanda (5.819) e Russia (5.023), ma che è ben superiore a quella rilevata in Inghilterra & Galles (3.961) e quasi doppia rispetto a quella presente in Portogallo (2.674), Spagna (2.673), Francia (2.672) e Germania (2.345).

 

A fronte di questo carico, risulta che la capacità di smaltimento degli affari civili da parte dei giudici italiani è alta, essendo la terza in Europa (dopo Olanda e Russia) con ben 4.516 procedimenti civili definiti ogni anno.

 

Per quel che riguarda il carico di lavoro penale, poi, i magistrati italiani ricevono la più alta domanda in Europa.

 

Essa è stata pari, nel 2006, a 1.230.085 nuovi procedimenti, ben superiore agli 854.099 della Germania ed addirittura doppia rispetto ai 609.564 della Francia, 437.000 della Russia, 392.288 di Inghilterra & Galles e 240.000 della Spagna.

Un dato particolare riguarda il numero degli avvocati in Italia. Nel nostro Paese ci sono 230mila avvocati iscritti all’Albo. Una cifra che non ha pari al mondo, in rapporto al numero degli abitanti e al numero dei magistrati.

 

I CONTROLLI E LE SANZIONI DISCIPLINARI.
Secondo quanto riportato dal Cepej, il livello di serietà del sistema disciplinare italiano è tutt’altro che domestico o volto a proteggere la cosiddetta casta.

 

I magistrati italiani, infatti, sono sottoposti obbligatoriamente ogni quattro anni a una verifica sulla professionalità, con esame a campione anche dei provvedimenti emessi.

 

Solo il superamento positivo della verifica consente la progressione in carriera.

 

La valutazione negativa, invece, se ripetuta due volte, comporta per legge la destituzione del magistrato dall’ordine giudiziario                            .


Quasi il 10% dei magistrati in servizio ha subito un’azione disciplinare e circa il 3% ha avuto una condanna o ha abbandonato la magistratura mentre era sottoposto a procedimento disciplinare.

 

Sono ben 146 i casi di abbandono dell’ordine giudiziario prima di subire il giudizio disciplinare.

 

Secondo il rapporto Cepej l’Italia è il Paese con il più severo controllo disciplinare.

 

E, conclude, nessuna categoria professionale (avvocati, prefetti, notai, giornalisti) può reggere il confronto tra i dati del proprio sistema disciplinare e quelli della magistratura.

Magistrati Italianiultima modifica: 2009-12-04T14:35:00+01:00da reterache
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Un pensiero su “Magistrati Italiani

  1. In tempi non sospetti, ovvero anni fa, avevo scritto che tra le cause della mala giustizia Italiana e dell’eccesso di ricorso giudiziario vi era il numero eccessivo di avvocati.
    Se un sistema è paralizzato è perchè gli oltre 230.000 avvocati iscritti devono pur vivere. “Causa che pende causa che rende” si dice. Pertanto solo a Milano vi sono oltre 12.800 avvocati iscritti all’albo. Ognuno di loro “deve” pagare uno Studio prestigioso, segretarie, collaboratori. Bene: chiedete loro quante pratiche devono avere aperte per mantenere gli standard e poi i conti sono presto fatti! Se poi pensiamo che il Parlamento è composto per lo più da avvocati, il resto si intuisce.. Cordiali saluti Dimitra Papas

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