Vertice Fao, fermare i predoni delle terre

Vertice Fao, presto un codice di condotta per fermare i “predoni” delle terre

 

ROMA – La seconda giornata del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare in corso a Roma ha puntato i riflettori sulla difesa delle piccole comunità rurali dalle multinazionali straniere.

 

Gli esperti Fao e Ifad hanno annunciato un codice di condotta per regolare il cosiddetto “land grabbing”, ovvero l’accaparramento di terreni agricoli da parte di investitori stranieri a scapito dei piccoli agricoltori locali.

 

Il vertice ha ospitato anche il Forum parallelo delle ong che ha presentato un documento di denuncia e proposta per sconfiggere la fame in tutto il mondo che si basa su diritto a cibo e acqua per tutti.

 

Il tono della discussione si è fatto aspro quando è salito sul podio il più controverso degli ospiti, il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, che in una dura requisitoria ha bollato le sanzioni imposte dall’occidente contro il suo popolo, e denunciato le “politiche punitive” che mirano a rendere il suo Paese “dipendente dalle importazioni di generi alimentari”                             .

“Land grabbing”, fenomeno esteso e redditizio. David Hallam, della Fao e Jean Philippe Audinet, dell’Ifad, hanno sottolineato che solo in Africa il fenomeno interessa circa 20 milioni di ettari di terreno già comprati nelle aree sottosviluppate o in trattativa d’acquisto, muovendo un giro d’affari di 100 miliardi di euro.

 

Un “business” agricolo nato a seguito della crisi alimentare e ambientale, che ha portato gli Stati del Golfo Persico ma anche l’Egitto, la Cina e la Corea del Sud ad affittare migliaia di ettari di terreno in Paesi come l’Etiopia e il Sudan (Paesi con milioni di affamati e la cui sopravvivenza dipende dagli aiuti internazionali) per produrre grano e derrate alimentari da portare a casa.

Il codice proposto da Fao e Ifad. “Il codice parte innanzitutto dalla necessità di individuare linee guida”, ha spiegato David Hallam, vicedirettore del dipartimento Commercio e mercati della Fao, “per rendere trasparente il processo e convenienti gli investimenti anche ai piccoli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo, che oggi si vedono sottrarre le loro terre senza neanche sapere il perché e capire che cosa stia avvendendo“.

 

I tempi, ha sottolineato Hallam, saranno comunque “molto lunghi” e solo tra un anno termineranno le consultazioni – avviate a settembre all’Assemblea Onu – tra agenzie Fao, ong e settore privato. Per Ifad e Fao è inoltre importante definire schemi di gestione condivisa tra industria e piccoli contadini locali.

Ministro Zaia: “Carta etica necessaria”. Anche il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha accolto con favore la proposta, sottolineando che “è proprio necessaria una carta etica visto che abbiamo la presenza imbarazzante della Cina che si sta comprando l’Africa”.

 

Il ministro ha poi annunciato che i Paesi protagonisti dello scorso vertice del G8 a L’Aquila e firmatari della Food Security iniative si incontreranno nuovamente a Roma, probabilmente all’inizio del 2010, per definire le modalità operative concrete con cui proseguire gli interventi e meglio canalizzare le risorse                                     .

Forum delle ong. Più radicale la posizione dei rappresentanti di ong e dei movimenti di contadini, pescatori e popoli indigeni che hanno animato il Forum parallelo della società civile.

 

La loro dichiarazione sottolinea come la sicurezza alimentare sia legata al “diritto all’accesso e al controllo delle terre e delle fonti d’acqua da parte dei piccoli contadini”.

 

L’acqua “bene comune di tutti e per tutti” e il cibo, equamente distribuito e a prezzi controllati, sono il cuore di quella sovranità alimentare che “è l’unica e reale soluzione alla piaga della fame nel mondo”, si legge nel documento votato all’unanimità.

 

Le Ong hanno denunciato anche che, in meno di un anno, più di 40 milioni di ettari di terra in Africa, Asia, America Latina ed Europa dell’Est, sono stati “usurpati” dagli accordi tra governi e società.

 

Per questo – chiedono nel documento finale del Forum – “il ‘land grabbing’ da parte di capitali esterni deve finire

Vertice Fao, fermare i predoni delle terreultima modifica: 2009-11-19T10:42:53+01:00da reterache
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