Governare la Globalizzazione

Governance Mondiale – Governare la Globalizzazione

Mozione 1-00065 presentata da Piero Fassino giovedì 20 novembre 2008

 

La Camera                                                                                ,

premesso  che                                                                                                                                        :

nel corso del 2009 si svolgerà il vertice annuale del G8, ospitato e presieduto dall’Italia, che avrà una responsabilità centrale nella fissazione dell’agenda e delle priorità del summit, concorrendo così in maniera significativa alla ricerca di soluzioni e approcci condivisi ai temi della governance mondiale e delle grandi questioni globali                                                                          ;

la necessità di costruire una governance efficace e democratica della globalizzazione, così come di offrire una risposta coordinata e complessiva alle grandi sfide transnazionali che sono di fronte a noi, era già emersa negli anni passati, in relazione a questioni diverse, dal governo dell’economia alla crisi ambientale, dal commercio internazionale ai temi dello sviluppo, della pace e della sicurezza                                               ;

oggi la grave crisi finanziaria che ha investito l’intero pianeta ha messo in evidenza la grave insufficienza dell’architettura istituzionale globale in un nuovo mondo multipolare ed interdipendente, rendendo improcrastinabile la riforma delle istituzioni, al fine di restituire loro efficacia, legittimazione e rappresentatività, garantendo il funzionamento di un multilateralismo aperto ma finalmente efficace                                                                             ;

in particolare, dovranno essere oggetto di riforme profonde le grandi organizzazioni internazionali che hanno competenze rilevanti nel governo delle grandi issue(questioni) globali: dalle Nazioni Unite, con la riforma del Consiglio di sicurezza e il rilancio dell’Ecosoc, alla Banca mondiale, al Fondo monetario internazionale, all’Organizzazione mondiale del commercio, all’Organizzazione internazionale del lavoro o all’Organizzazione mondiale della sanità;

lo stesso formato del G8, quale forum informale di discussione e confronto tra le grandi economie del globo, deve fare i conti con l’affermarsi di nuovi attori regionali e mondiali, tra cui la Cina, l’India, il Brasile, il Messico, il Sudafrica o l’Egitto, il cui coinvolgimento a pieno titolo nella struttura del vertice appare ormai improrogabile, sia al fine di colmare un deficit di democrazia, sia per evitare un indebolimento dell’efficacia del dialogo e della cooperazione ricercata nello stesso G8;

anche l’ultima riunione dei Capi di Stato e di Governo del G20, che si è tenuta il 15 novembre 2008, è un’ulteriore riprova della necessità di coinvolgere pienamente un numero più grande di Paesi e organizzazioni regionali per affrontare in modo efficace le issue globali;

la diversa distribuzione del potere economico rende, quindi, necessario un riallineamento tra peso economico e peso politico dei vari attori sulla scena globale, tanto nei forum informali, come il G8, dove si promuove il confronto per la definizione di un’agenda condivisa, quanto nelle istituzioni multilaterali formali, in primo luogo le Nazioni Unite, legittimate ad adottare ed attuare le decisioni riguardanti l’intero pianeta                                                                                                 ;

in questo spirito, coerentemente con la politica nazionale di sostegno all’Organizzazione delle Nazioni Unite e al metodo multilaterale, la presidenza italiana del G8 può dare un importante contributo affinché dal vertice della Maddalena esca un sostegno deciso degli otto Paesi a una riforma democratica della governance mondiale, nel quadro delle Nazioni Unite, che hanno istituito alla fine del mese di ottobre 2008 una task force di alto livello, presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz, allo scopo di esaminare le questioni relative all’allargamento e ridefinizione del mandato, dei compiti e delle attribuzioni delle istituzioni di Bretton Woods;

la nuova governance economica dovrà costruire nuove regole sulla regolazione, la trasparenza e la vigilanza dei flussi finanziari da parte di autorità internazionali e dovrà concorrere, altresì, a restituire nuova centralità all’economia reale in luogo di un’economia finanziaria a carattere prettamente speculativo                                            ;

sarà importante ridare slancio, attraverso il dialogo informale in seno al G8, ai negoziati del Doha round, in cui è indispensabile trovare un equilibrio virtuoso tra le esigenze di apertura dei mercati dei Paesi sviluppati per le merci provenienti dalle economie emergenti e dai Paesi in via di sviluppo e le richieste di maggiore trasparenza e garanzie sui nuovi mercati per beni e servizi più avanzati prodotti dai Paesi più sviluppati                                                                  ;

tra i temi da porre certamente in agenda, vi è l’insufficiente sviluppo economico, sociale e umano di tante aree del mondo e delle popolazioni che vi vivono: un tema che dovrà essere al centro del dibattito anche del prossimo G8, con l’impegno a perseguire con determinazione e maggiori sforzi la realizzazione degli obiettivi del millennio, gli otto traguardi essenziali in campo economico, educativo e sanitario per i Paesi più poveri che i 191 Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite si sono impegnati a raggiungere per l’anno 2015;

la lotta alle diseguaglianze e un nuovo sviluppo economico e sociale dei Paesi del sud del mondo rappresentano, inoltre, una condizione sostanziale per contrastare la crescita del fondamentalismo religioso e politico e per combattere il terrorismo, che resta un problema drammaticamente aperto e che richiede, oltre ad una maggior cooperazione tra gli Stati sul piano investigativo e su quello dell’intelligence, anche una più ampia strategia politica capace di affrontare le grandi contraddizioni sociali ed economiche                                                  ;

particolare rilievo in seno al vertice rivestirà, poi, il tema della lotta ai cambiamenti climatici, sia a seguito del presumibile diverso approccio della nuova amministrazione americana, sia in conseguenza dell’approssimarsi di importanti scadenze politiche internazionali, quali il vertice di Copenhagen e la scadenza del trattato di Kyoto, rispetto ai cui parametri e standard l’Italia vanta già un enorme ritardo, dovuto alla mancata adozione dei necessari provvedimenti per rispettare gli impegni assunti e rispetto ai quali si rischia di incorrere in pesanti sanzioni a livello internazionale;

altra questione strategica è certamente quella della lotta alla proliferazione nucleare, della sicurezza e del disarmo, anche in vista della conferenza di revisione del trattato di non proliferazione prevista per il 2010, che vede nel G8 un forum privilegiato per il raggiungimento di un alto grado di consenso, stante la presenza di ben quattro potenze nucleari;

su questo argomento alcuni autorevoli esponenti politici di differente estrazione hanno firmato il 24 luglio 2008 un appello pubblico bipartisan su Il Corriere della Sera, per la totale eliminazione delle armi nucleari                                  ;

collegata al tema della sicurezza è anche la questione dell’accesso all’acqua quale diritto umano fondamentale, da preservare ed assicurare, anche attraverso soluzioni di cooperazione innovativa tra Paesi e condivisione transnazionale delle risorse, al fine di prevenire conflitti nelle zone più difficili, quali il Medio Oriente o alcune regioni africane                                                      ;

un nuovo tema globale, suscettibile di una forma più efficace di governance e coordinamento internazionale, è quello delle migrazioni, che oggi assume proporzioni enormi a causa delle diffuse instabilità economiche e politiche e che genera a sua volta conflitti, insicurezze e intollerabili violazioni dei diritti dell’uomo, da combattersi con l’adozione di strumenti internazionali vincolanti , impegna il Governo                                                                  :
nella definizione dell’agenda del prossimo G8 e nella conduzione della relativa presidenza, ad adottare ogni iniziativa utile a sostenere che il processo di riforma delle istituzioni di Bretton Woods avvenga nel quadro delle Nazioni Unite, assicurando l’ampliamento della rappresentatività di tali istituzioni e della loro democraticità, nonché l’adeguamento del loro mandato al rispetto dei principi della Carta Onu, sostenendo il lavoro svolto dalla speciale task force di recente istituita a questo scopo                                                   ;

a garantire l’adeguato sostegno del G8 al raggiungimento degli obiettivi del millennio e degli impegni internazionali assunti dai vari Paesi membri, a partire dall’Italia, in tema di destinazione di una quota di prodotto interno lordo all’aiuto pubblico allo sviluppo e alla lotta contro le pandemie, impegni che sono incoerenti con il drastico taglio di risorse effettuato dal nostro Paese alla cooperazione allo sviluppo e che hanno messo in discussione la credibilità e l’affidabilità dell’Italia quale donatore, specie in vista della prossima presidenza del G8                                         ;

ad intraprendere un’azione coordinata in campo ambientale, che da un lato metta al più presto l’Italia nelle condizioni di colmare i gravissimi ritardi fin qui accumulati rispetto alla piena attuazione dell’accordo di Kyoto, dall’altro faciliti il raggiungimento di un nuovo accordo globale che impegni anche le economie emergenti ad una significativa riduzione dei gas ad effetto serra e che, promuovendo la competitività internazionale del sistema produttivo europeo, consenta, altresì, di inaugurare un nuovo corso anche in tema di trasferimento tecnologico per l’efficienza energetica e lo sviluppo di fonti di energia pulita                                                                      ;

ad adottare ogni iniziativa utile affinché i membri del G8 assumano l’impegno, in occasione della conferenza di revisione del trattato di non proliferazione prevista per il 2010, di rilanciare la messa al bando di ogni tipo di esplosioni nucleari sperimentali, lo sblocco dei negoziati sul disarmo di Ginevra e la creazione di ampie zone denuclearizzate nelle aree di crisi a partire dal Medio Oriente, così come era stato richiesto anche nell’appello unanime sottoscritto nel mese di luglio 2008;

a far emergere, nell’agenda delle discussioni del G8 e negli impegni finali, l’attenzione al tema dell’accesso alle risorse idriche e della ricerca di forme condivise e transnazionali di gestione delle stesse, sul modello sperimentato in Europa con la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, per il raggiungimento di una gestione comune e non conflittuale delle risorse idriche;

a ricercare, in seno al G8, un rinnovato sostegno al processo di ratifica della «Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie», adottata nel 1990, entrata in vigore nel 2003 e ratificata ad oggi solo da 37 Stati, volta a garantire l’accesso a livelli minimi di tutela e il riconoscimento dei diritti umani fondamentali, quale prima risposta ad un approccio globale e coordinato al tema delle grandi migrazioni.

Governare la Globalizzazioneultima modifica: 2009-05-18T08:06:00+02:00da reterache
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