Cattivi

CATTIVI

Reterache 6/4/09

 

Il termine cattivo deriva dal latino captivus” che significa prigioniero.

 

Riflettendo un  poco si comprende il motivo per cui il termine cattivo abbia assunto il significato di persona malvagia, che si comporta in maniera riprovevole, ma anche aggressivo, brutale, irascibile, corrotto et cetera.

 

La situazione di prigionia determina nell’individuo un progressivo imbarbarimento e degrado che lo corrompe rendendolo altro da sè. Un individuo scarsamente capace di agire razionalmente e per questo più facilmente influenzabile.

 

Vi sono innumerevoli situazioni di prigionia.

 

Alcune sono la conseguenza di privazioni di libertà derivanti dalla volontà altrui, volontà che, talvolta, è conseguenza di una sentenza espressa da un’autorità riconosciuta dalla legge, in altri casi espressione di un potere imposto con la forza.

 

Possiamo ritenere che una prigionia “ingiusta” (derivante da rapporti di forza) renda il processo di imbarbarimento più rapido e incisivo.

 

L’ingiustizia, reale o avvertita come tale, agisce come un acido che crea “piaghe” nella psiche dell’individuo.

 

Quando parliamo di privazioni di libertà ci riferiamo non solo alla condizione di chi è recluso in una cella (privazione della libertà di movimento), ma anche alle innumerevoli  altre privazioni di libertà che caratterizzano spesso  le società umane ( libertà di espressione, libertà di scelta, libertà dal bisogno, libertà dalla paura e tutto ciò che è riconducibile alla privazione della dignità umana).

 

Alcune “prigionie” vengono imposte con la forza , altre con l’inganno, altre ancora con la “persuasione occulta”. Quest’ultima è molto diffusa da quando i mezzi di comunicazione sono divenuti “di massa” e hanno assunto una pervasività totale.

 

Una forma molto frequente di prigionia è quella che scaturisce dalla paura.

 

L’individuo prigioniero della paura  è per certi versi simile ad un individuo affetto da autismo,  tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, da alcuni imputata ad una carenza dei così detti  “neuroni a specchioche consentirebbero dimettersi al posto dell’altro”.

 

Non è un caso che i regimi totalitari di servano della paura per manipolare gli individui.

 

In epoca recente Roberto Maroni,  Ministro degli Interni del Governo Berlusconi, ha dichiarato che nei confronti degli immigrati bisogna essere cattivi.

 

Il Ministro avrebbe potuto utilizzare tantissimi altri aggettivi : rigorosi, vigili o magari:  preparati, organizzati, consapevoli, ecc. Questi aggettivi avrebbero potuto essere accompagnati da altri termini, quali: accoglienti, solidali, rispettosi, cristiani .

 

Invece ha detto: “ Cattivi”.

 

L’uso di alcuni termini spesso rivela la nostra natura e i nostri intenti più di quanto pensiamo.

 

Non dobbiamo considerare casuale l’uso di un termine al posto di un altro.

 

Io credo che vogliano che noi italiani si diventi “cattivi”, sono anni che operano per creare una condizione generalizzata di individui soli, asociali, bellicosi.

 

Una condizione in cui l’altro è un avversario, un nemico, un pericolo. Qualcuno che potrebbe toglierci ciò che abbiamo e che è nostro perché siamo stati bravi, furbi.

 

Possiamo affermare. “ I prigionieri divengono cattivi”, ma anche: “ I cattivi sono prigionieri”.

 

I governanti non amano gli uomini liberi.

 

E’ necessario quindi costruire delle gabbie in cui rinchiuderli.

 

Ne esistono di tanti tipi: l’avidità, il narcisismo, la bramosia di potere, l’ignoranza, e tante altre; la più efficace è però la paura. Persone del tutto refrattarie ai virus suindicati possono essere travolte dalla paura.

 

Possiamo sfuggire alle lusinghe del possesso ma la paura può esserci imposta dagli altri in qualsiasi momento.

 

Dobbiamo difenderci da chi vuole imprigionarci nella paura. Per farlo dobbiamo utilizzare la nostra ragione, vagliare criticamente tutto ciò che ci viene “detto”, informarci e informare, partecipare attivamente alla creazione di una consapevolezza collettiva.

 

Dobbiamo essere ”buoni”,  buoni cittadini, buoni compagni, buoni ascoltatori, buoni consumatori, uomini (e donne) buoni e, nei limiti del possibile, buoni cristiani .    

 

Cattiviultima modifica: 2009-04-06T21:22:00+02:00da reterache
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento