Piano casa, l’apertura di Berlusconi, riguarderà solo mono e bifamiliari

Piano casa, l’apertura di Berlusconi:”Riguarderà solo mono e bifamiliari

Domani il confronto con le Regioni.

Napolitano: ascoltare i governatori.
Il premier frena: «Venerdì il decreto  ma circola un testo che non è il mio»

La stampa 24/3/09

 

Una lettera che doveva rimanere «riservata e personale». Un invito del Colle a tenere conto delle prerogative delle Regioni nel varo del piano casa e dunque anche di quello che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e quello del Consiglio, Silvio Berlusconi, si erano detti nell’ultimo faccia a faccia.

 

Una missiva che ufficialmente il Quirinale smentisce e di cui lo stesso premier dice di «non saperne nulla». Eppure il piano casa – in meno di 8 ore – si ridimensiona passando dalla certezza di un decreto legge, alla probabilità di disegno di legge; da perno per il rilancio dell’economia a semplice incentivo alle ristrutturazioni immobiliari._Tassativamente_non_cittadine.

L’alba e il tramonto dell’annuncio in pompa magna, si consuma sul treno ad alta velocità che porta nel suo viaggio inaugurale il premier da Milano a Roma.

 

 Poco meno di tre ore e la notizia del varo di un decreto che consenta di aumentare le volumetrie e semplificare le procedure per le ristrutturazioni delle case, viene corretta direttamente dalla fonte: appena “sbarcato” dal “Freccia Rossa” è lo stesso Berlusconi a spiegare che «il testo circolato» sugli organi di stampa «non è quello a cui avevo lavorato».

 

Tre ore per tornare ad affiancare all’ipotesi del dl quella di un ddl. Tre ore per spiegare che, comunque, «nel testo non ci saranno norme come quella che riguarda gli immobili urbani».

 

Un viaggio veloce che riduce, di fatto, il piano «che tutta l’Europa ci sta copiando», ad un incentivo alla ristrutturazione di villette mono e bi-familiari o dei ruderi da_ricostruire.

Ma la nuova versione e le nuove rassicurazioni sull’impianto del provvedimento, forse, non sono bastate.

 

E in serata, dopo altre tre ore dalla sua prima correzione di tiro, Berlusconi torna a parlare del piano consegnando ai taccuini dei giornalisti un nuovo ridimensionamento dicendo – subito dopo aver votato alla Camera – di «aver semplificato di molto lo schema di decreto che presenteremo alle Regioni. È stato amplissimamente corretto», ha aggiunto assicurando di averlo «ridotto all’essenziale» e che in tale (nuova) forma «lo presenterò all’attenzione» dei Governatori. Berlusconi ha anche spiegato di «aver sentito oggi il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, spiegandogli che non era quella che circolava la stesura finale».

 

Il “giallo” del testo contro il quale si sono sollevate moltissime critiche e che lo stesso premier aveva assicurato non fosse quello vero, viene spiegato con un eccesso di zelo (ma in ambienti di governo si preferisce usare la parola «cortesia») degli uffici di presidenza che «su richiesta delle Regioni e con il benestare del dottor Letta – ha spiegato lo stesso Berlusconi – aveva dato per avviare una discussione che poi completeremo_domani».

Non solo. Il premier passa anche dal pugno duro («il 50% della gente apprezza il piano, le Regioni si adegueranno», aveva detto in partenza da Milano), al guanto di velluto giurando dialogo e ascolto ai governatori: «sono assolutamente aperto alle ragioni delle Regioni», ha detto in serata aggiungendo che «li ascolterò e agirò di conseguenza». Berlusconi risponde tuttavia alle accuse di incostituzionalità di opposizione, sindacati e regioni e spiega che il «decreto o ddl che sia, si fermerà alle case mono e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite» e non riguarderà «gli immobili urbani». Immediata la replica del segretario del Pd, Dario Franceschini: «Il testo vero è questo. Questo – riferendosi alla bozza consegnata dal governo a Regioni, Comuni e Province – non è un piano casa, si chiama decreto cementificazione» ed è «esattamente in linea con quello che Berlusconi_aveva-annunciato».

«Il testo che abbiamo mostrato ai giornalisti è l’unico esistente ed è quello inviato ufficialmente dalla presidenza del Consiglio a Regioni, Province e Comuni», attacca il segretario del Pd che poi si chiede: «Il governo farà marcia indietro? Merito della denuncia dell’opposizione. Naturalmente vedremo se il nuovo testo ci sarà e cosa ci sarà scritto».

 

Frena anche Umberto Bossi. Per il leader della Lega infatti «bisogna evitare scontri con le regioni, meglio trattare con loro». Anche perchè, aggiunge, «molte regioni hanno già un loro piano casa». E il confronto tra il governo e le regioni sul piano casa per arrivare a un testo condiviso appare tutto in salita. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha più volte sottolineato come il decreto abbia «chiari profili di incostituzionalità», perchè rende immediatamente operative in tutta Italia norme di competenza concorrente delle Regioni. Il rischio, secondo Errani, è che si apra un conflitto istituzionale. Proprio quello che Napolitano vuole evitare

Piano casa, l’apertura di Berlusconi, riguarderà solo mono e bifamiliariultima modifica: 2009-03-25T16:08:00+01:00da reterache
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